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Darsena pescherecci insicura, un nuovo molo per proteggerla
PIOMBINO. L'Autorità portuale dovrà costruire dovrà costruire un molo di una quarantina di metri alla radice del pontile Magona per eliminare l’inconveniente che si sta verificando nella darsena...
PIOMBINO. L'Autorità portuale dovrà costruire dovrà costruire un molo di una quarantina di metri alla radice del pontile Magona per eliminare l’inconveniente che si sta verificando nella darsena pescherecci con l'avanzamento dei lavori per le nuove banchine. Il problema era stato sollevato proprio dall'armamento peschereccio, attraverso il nostro giornale e con interventi ufficiali in Capitaneria e all'Autorità portuale.
La palancolatura posizionata in mare dalla Cmc-Sales per consentire i dragaggi e il riempimento per realizzare le banchine previste dalla Variante II, ha creato una risacca in porto che sta producendo grossi disagi all'attracco dei pescherecci. «Prima del posizionamento delle palancole - dice Francesco Pampana, portavoce degli armatori - il moto ondoso andava a morire sul lato più a Nord, dove erano ormeggiate solo delle piccole imbarcazioni. I nuovi interventi hanno modificato la situazione, creando problemi di sicurezza per nostre barche. Già abbiamo dovuto fare i conti con alcuni danni. Il mio peschereccio, ad esempio, ha riportato danni ad una bitta, un altro ha sbattuto in banchina rompendo il rullo di poppa».
La conferma della situazione il comandante del porto Martino Rendina l'ha avuta, anche se in via ufficiosa, dal gruppo Piloti. Così nei giorni scorsi si è svolto nella sede dell'Autorità portuale un incontro al quale hanno partecipato tutte le parti in causa.
«Il problema è reale - ammette il presidente dell'Ap Luciano Guerrieri». I suoi uffici tecnici hanno dunque studiato varie opzioni per risolvere il problema. Quella più efficace è stata ritenuta la costruzione di un moletto frangiflutti a protezione della darsena Magona.
«Questo - spiega Guerrieri - comporterà una revisione del progetto. Il molo che i nostri tecnici hanno studiato è stretto, ma sarà lungo una quarantina di metri. Una spesa aggiuntiva per noi, che al momento penso che possa aggirarsi sui 700-800mila euro. Per fortuna abbiamo un fondo di riserva, di cui speriamo però di non avere in futuro più bisogno in corso d’opera».
«Per il momento - dice l'ingegner Nicola Bona, responsabile del cantiere della Cmc-Sales - non abbiamo ricevuto alcun incarico ufficiale dell'Autrorità portuale, che però sappiamo che si é impegnata a risolvere il problema».
La darsena Magona, nelle previsioni del piano regolatore portuale, sarà in futuro in gran parte tombata e l'intero armamento pescherecci trasferito nell’approdo della Chiusa, dove dovrebbe trovare posto anche il mercato del pesce. Difficile però fare previsioni sui tempi di realizzazione del nuovo porto e dunque la soluzione ai problemi di sicurezza non poteva essere rimandata.
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