Il Tirreno

Affollato mercatino del baratto

Iniziativa di successo sul porto di San Vincenzo e si studia già come ripeterla

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SAN VINCENZO. Scarpe, giacche da donna e da uomo, dvd, videocassette, giochi e molto altro hanno riempito, domenica pomeriggio, la zona di porto antistante lo “Zanzibar”, uno dei locali più noti di San Vincenzo.

A barattare la propria merce con quella esposta su tavolini e stendini sono accorsi in moltissimi, ben oltre le previsioni delle tre organizzatrici, le commercianti sanvincenzine Margherita Prisco, Francesca Bonanni e Noemi Brunelli.

Quella del mercatino del baratto si è rivelata un’iniziativa non solo educativa – specie in momenti di crisi come quello attuale – ma anche aggregante e divertente. A mettere in mostra le proprie cose, oltre ai commercianti, c’erano noti commercialisti locali, architetti, dipendenti di grandi aziende. Una giornata in cui tutti si sono presi un po’ meno sul serio, e in cui si è visto andar via gente vestita come era vestito l’amico di turno qualche giorno prima.

«L’iniziativa è riuscita benissimo – dice Noemi Brunelli, una delle tre organizzatrici – anche meglio di come ci aspettavamo. Vorremmo davvero che diventasse un appuntamento fisso di San Vincenzo, magari, che so io, una volta al mese. Sicuramente divertente, è una buona pratica e, oltretutto in tempi di crisi, ha un preciso scopo: riciclare le cose e non buttarle».

Tra un caffè e un aperitivo, i clienti dello “Zanzibar” hanno potuto rovistare tra le scatole di bigiotteria, e c’era chi si provava le scarpe e chi i maglioni o le giacche, guardandosi allo specchio interno del locale.

«Quest’iniziativa – spiega l’architetto sanvincenzino Massimo Cionini, che ha esposto le proprie cose – ha un grande valore aldilà dello scambio e del riciclare gli oggetti: quello di ritrovare una socialità che in questi ultimi tempi è andata scemando fino quasi a perdersi. Un’occasione unica e da ripetere».

Il mercato del baratto è proseguito fino a tarda sera, tra gli sguardi un po’ perplessi di alcuni tra i più anziani – che hanno preferito proseguire la loro passeggiata verso la piazza della Kimera – e tra gli sguardi compiaciuti di chi era contento, in mezzo a tanta modernità e alle grandi barche ormeggiate nel porto, di tornare alle sane radici del nostro commercio.

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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