Sicurezza
Vie in rosa, record a Piombino
Diciotto le strade intitolate a donne. Solo quattro a Campiglia e San Vincenzo, nessuna a Sassetta
PIOMBINO. Via Grazia Deledda. Via Anne Frank. E poi ancora via Nilde Iotti, via Anna Magnani e via Maria Montessori, via Matilde Serao. Sono alcune delle diciotto strade che tra vie, viali, piazze e località Piombino dedica al ricordo di figure femminili.Scrittrici, attrici, donne della politica o della scienza, non importa: ad accomunarle è il contributo reso alla storia, che, orgogliosa, ricambia fissando i loro nomi su lastre marmore che lerendono sempre più familiari, a volte a tanto al punto da far dimenticare chi quelle donne realmente fossero e quali meriti hanno portato il loro ricordo fin lì.
Eppure fino a non molto tempo fa non era così, e anche Piombino solo una decina di anni addietro doveva accontentarsi delle tradizionalissime via Anita Garibaldi e viale Regina Margherita, a cui si aggiungevano le piazzette o le località dedicate ad alcune sante e via Norma Parenti, in ricordo della giovane partigiana originaria di Monterotondo, uccisa dai tedeschi nel giugno 1944 a soli ventitré anni.
In seguito, una rinnovata sensibilità nei confronti del mondo femminile si incontrò con l'esigenza di ridisegnare la topografia di alcune zone cittadine: fu allora che nacquero, tra le altre, via Maribruna Toni (poetessa piombinese scomparsa nel '98), via Marie Curie, le citate via Iotti, via Magnani, via Frank e via Montessori, e nel quartiere di Riotorto via Rosanna Benzi, dedicata alla giovane donna scomparsa nel 1991 dopo essere vissuta per quasi trent'anni in un polmone d'acciaio, quasi tutti impegnati in campagne a sostegno dell'handicap.
A spostarsi da Piombino però il dato scende. A Campiglia il dato è fermo a quattro vie, via Santa Maria, via Elsa Morante, via Anna Magnani, e infine via Renilde Guidi, che fu maestra del paese. Ma l'assessore Gianfranco Benedettini si è recentemente impegnato, rispondendo alla richiesta di un'associazione, a fare in modo che in futuro l'intitolazione di strade a personaggi femminili sia incrementata.
Poco dissimili le cose a San Vincenzo dove via Beatrice Alliata ricorda l'ultima rampolla del ramo pisano della nobile famiglia che visse tra la Sicilia e la Toscana dal XII al XX secolo. Completano il quadro via Regina Margherita, via Santa Caterina da Siena, e via della Principessa (Elisa Baciocchi), sempre che non si voglia simbolicamente includere nel novero anche via della Sirena.
Poco incline ad aneliti femministi anche la toponomastica di Suvereto, dove il grosso delle denominazioni comprende località, moltissime delle quali hanno sì nomi di genere femminile (Bulichella, Gregana, Piastraia o Vivalda, tra i possibili esempi), ma con scarsissimi riferimenti a figure storicamente definite, eccezion fatta per quella località Case Sant'Angela che chiama in causa quella Angela Merici che visse nei pressi di Brescia tra il 1474 e il 1540, fondando la Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola. Le fanno compagnia piazza della Madonna e via della Madonna, e, per restare sul generico, via Pia e via Raffaella, fino ad arrivare all'estremo – in ogni caso evocativo - di via della Bella Ragazza. Bilancio in rosso, infine, per Sassetta, priva di qualunque riferimento “rosa”.
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