Il Tirreno

La lettera

I NOSTRI BAMBINI DISCRIMINATI ALLA “ALTOBELLI”

Ho letto nei giorni scorsi un vostro articolo relativo alle polemiche sorte in merito all'estensione dell'orario scolastico alla scuola Altobelli per gli alunni della 1ª B. In quanto diretto...

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Ho letto nei giorni scorsi un vostro articolo relativo alle polemiche sorte in merito all'estensione dell'orario scolastico alla scuola Altobelli per gli alunni della 1ª B. In quanto diretto interessato (sono infatti uno dei genitori della classe 1ª A che ha sollevato il problema alla dirigenza scolastica) ritengo sia necessario precisare alcune cose.

Il 13 settembre, durante la riunione di inizio anno delle prime, le insegnanti ci comunicavano che la 1ª B avrebbe usufruito di due rientri pomeridiani per attività didattiche extracurriculari facoltative. Dichiaravano inoltre di aver già raccolto tredici adesioni e sollecitavano i genitori dei restanti bambini, che non erano in alcun modo a conoscenza di tale situazione, ad aderire al progetto.

Appare chiaro che la decisione di organizzare due rientri pomeridicani per la 1ª B forniva una risposta alle esigenze legittime di quei genitori che non avevano potuto iscrivere i loro figli alla scuola di Campiglia e desideravano avere dei rientri. Ma, di fronte alla nostra richiesta di essere ammessi, ci veniva confermato in un successivo incontro con la direzione il 19 settembre, che tali attività erano riservate esclusivamente agli alunni della 1ª B, in quanto frutto di un progetto della classe scaturito dalla programmazione delle insegnanti, successivo alla formazione delle classi.

Classi che, tuttavia, sono state formate, strumentalmente, per fare in modo che i bambini interessati al rientro fossero tutti insieme. Offende la nostra intelligenza l'idea che ciò sia dovuto al caso. Ciò che contestiamo è il metodo, non il merito. Ben venga che si siano trovate le risorse per andare incontro alle esigenze delle famiglie rimaste escluse da Campiglia, ma perchè, una volta verificata la possibilità di realizzare un progetto, la dirigenza non ha contattato i genitori gli iscritti?

C’è stato risposto che non è stato fatto per evitare che tutti chiedessero di aderire. È per questo che parliamo di discriminazione. La situazione attuale è che bambini che non ne hanno fatto richiesta e non ne avevano bisogno, usufruiscono dei rientri e bambini, come i nostri, che ne hanno fatto richiesta e ne hanno bisogno, ne sono esclusi. La dirigenza ha operato a nostro parere in modo non trasparente ed è per questo che abbiamo deciso di interessare della questione la direzione scolastica provinciale e gli enti locali.

Marco Clementi

(Venturina)

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