La manifestazione
«No a norme severe sugli slots»
La voce fuori dal coro di Confesercenti: così facciamo scappare le compagnie
«Non facciamo regole troppo forti per l’assegnazione degli slots alle compagnie marittime, possono creare seri problemi alla salvaguardia della concorrenza».
È una voce fuori dal coro quella di Confesercenti, per bocca del suo presidente elbano Mauro Quercioli. Proprio nei giorni in cui un po’ tutti, a partire dalla regione, Provincia e Appe convengono sulla necessità di inserire vincoli più stringenti per l’attribuzione degli slots, in modo da avere garanzie della permanenza delle compagnie per tutto l’anno, Confesercenti ha una visione completamente diversa. «Siamo preoccupati – dice Quercioli – per quelli che sembrano essere gli ultimi indirizzi della politica, in materia di trasporti marittimi e continuità territoriale. Non si tiene conto di un contesto di generale difficoltà del sistema Elba e soprattutto delle possibili ripercussioni che certe regole andrebbero a determinare nell’ambito tariffario marittimo».
L’associazione ricorda quanto sia stata dura la stagione. «Lo è stata per le imprese turistiche e commerciali e quindi non poteva non esserlo per le compagnie di trasporto marittimo – spiega Quercioli – non ci ha sorpreso più di tanto quindi che Blu Navy abbia fatto un passo indietro rispetto all’impegno sulle tratte fuori stagione, così come non ci sorprenderebbe il fatto che di fronte a nuove regole che impongano alle compagnie la programmazione forzata di corse invernali, terzi soggetti prevedendo forti difficoltà, possano lasciare deserta la gara di assegnazione degli slot. Non vogliamo fare conti in tasca a nessuno, ma è evidente che non vi possono essere imprese che possano sopportare, oltre certi limiti, attività in perdita. Evidentemente quattro compagnie, nella situazione attuale di mercato, possono coesistere solo nella stagione estiva, garantendo un adeguata calmierazione dei prezzi. Non vorremmo che tale azione calmierante – prosegue Quercioli – venga a mancare definitivamente a causa di costi forzosi imposti alle compagnie nei mesi invernali».
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