Attenzione
Anselmi-Velo, ora è braccio di ferro
In ballo per un seggio alla Camera: ma il Pd è incerto e senza una richiesta chiara del partito il sindaco potrebbe rinunciare
PIOMBINO. L’assemblea nazionale di oggi a Roma è un appuntamento fondamentale per il Pd impegnato nelle primarie, e per il partito a livello locale rappresenta una breve pausa prima di giornate molto importanti, in cui si prenderanno decisioni difficili: in ballo un (presumibile)seggio in Parlamento, e a caduta la scelta del Pd per la candidatura a prossimo sindaco di Piombino.
La riunione della direzione della prossima settimana seguirà quella di pochi giorni fa, con una discussione appena iniziata – e su cui nessuno ufficialmente si esprime – su uno dei punti più caldi, quello dell’individuazione del candidato di zona alle elezioni politiche del 2013.
Una discussione complessa, ovviamente legata anche alla possibile riforma del sistema elettorale. Se resterà il sistema attuale, quindi, il Pd di zona dovrà selezionare un candidato. Il segretario della Federazione Valerio Fabiani assicura che ci saranno le primarie, e due sono i naturali candidati: Silvia Velo, ex sindaco di Campiglia e parlamentare uscente, e il sindaco di Piombino Gianni Anselmi.
Il problema è che Anselmi – il cui mandato da sindaco scade nel 2014 – non avrebbe assolutamente intenzione di autocandidarsi. Nella sostanza attende che sia il suo partito a fargli una proposta che porterebbe con sé appunto la soluzione al dopo-Anselmi e dal punto formale sarebbe ineccepibile.
Anche perché il sindaco, in una situazione così difficile per la città, pur avendone l’ambizione, sarebbe disposto a rinunciare al Parlamento se non fossero ben delineati sia la volontà del suo partito che una chiara soluzione per la poltrona che attualmente occupa in via Ferruccio.
Solo che questa volontà del Pd – se c’è – tarda a manifestarsi, con una lentezza che si accorda con la ferma volontà di Silvia Velo di non farsi da parte, sostenuta dall’ala campigliese del partito e da qualche avversario di Anselmi.
Velo infatti sa che le primarie col sindaco di Piombino per lei sarebbero un’impresa impossibile, e così punta su quella fetta del partito che tentenna di fronte all’ipotesi di lasciar strada ad Anselmi, eventualità che costringerebbe alle elezioni anticipate – soluzione scomoda e impopolare – per il nuovo sindaco di Piombino.
Su questo punto poi – quello della candidatura a sindaco, che sia tra quale mese o nel 2014 – pur navigando nel campo delle indiscrezioni, le idee del Pd non sembrano chiare. Se il nome del consigliere regionale Matteo Tortolini sembra non godere di molti consensi, così come altri che tornano a circolare periodicamente, ad esempio quelli degli assessori Ovidio dell’Omodarme e Anna Tempestini, il ballottaggio più realistico oggi sembra tra il segretario Valerio Fabiani e l’assessore alle finanze Massimo Giuliani.
Fabiani ha dalla sua la giovane età e il sostegno di una parte importante del partito, ma c’è anche chi teme la sua scarsa esperienza, in un momento così delicato per la città.
Giuliani invece sembra non essere particolarmente gradito all’apparato. Ma in un momento come questo in cui gli elettori si fidano così poco dei partiti, tra i dirigenti del Pd c’è anche chi pensa che puntare su un uomo meno legato alle classiche dinamiche del partito, che ha mostrato ottime doti come amministratore e gode di grandissima popolarità (record di preferenze alle ultime elezioni) potrebbe risultare invece una scelta vincente.
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