Gioco
La cultura in copertina ma i beni storici lasciati in abbandono
Bastioni leonardeschi in stato penoso tra erbacce ed escrementi Chiesina e cisterna del Guardi affogate nell’asfalto in Ciittadella
«Con lo sguardo rivolto alla Porta a Terra e al Rivellino saliamo sulla destra, verso via Leonardo da Vinci. La toponomastica non è casuale. Ad accompagnarci, le possenti mura del fronte interno, che collegavano le fortificazioni poste all’estremità della città: il Castello e la Cittadella. Delle mura ci sono disegni e riproduzioni nel Codice II di Madrid; disegni che valgono a queste mura l’appellativo di “Mura Leonardiane”, e lungo la via incontriamo anche un bastione mediceo». Costa 15 euro in tabaccheria la nuova guida turistica di Piombino “Il turismo culturale; viaggiare per conoscere”. La compriamo e decidiamo di seguire le sue indicazioni.
Delle mura leonardiane, ahimé è rimasto ben poco, distrutte in gran parte da sciagurati interventi edilizi del “boom economico”. Bisogna camminare un altro po’, destreggiandosi tra le auto in sosta, per raggiungere il bastione e il terrapieno ordinato da Cosimo I de’ Medici. Su disegno di Nani Ungaro del 1543, la sua costruzione fu iniziata due anni dopo da Giovanni da Sangallo e portata a termine da Giovanni Camerini.
Addossate a quelle mura tre campane per la raccolta di plastica e vetro, tre cassonetti, un grosso cassone della Caritas per gli indumenti e un bidone per i rifiuti organici che emana un odore nauseabondo. Dietro i cassonetti la carcassa intera di un motorino arruginito e un materasso a due piazze. Eccoli i bastioni leonardeschi, che la guida definisce un “unicum”. Addentrarsi nel vicolo fino a scoprire uno stupendo panorama sul mare, è davvero penoso. Cespugli di erbaccia alti almeno un metro, una gimkana obbligata per evitare gli escrementi dei cani, sulle mura cresce di tutto, persino tre piante di fico. Infine la terrazza sul mare: anche lì erbacce, bottiglie di plastica, cartacce e i soliti escrementi. Risparmiano la tristezza di vedere quel mare verde e blu, irraggiungibile a causa della frana (ben prima di quella del 2008) che ha distrutto la scalinata.
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