Sicurezza
La carica dei giovani commercianti
Sono tanti, entusiasti, molti laureati e vogliono rilanciare il paese: «San Vincenzo deve vivere anche d’inverno»
SAN VINCENZO. Passeggiando oggi per il centro sanvincenzino, sorge spontaneo un senso di simpatia: vedere negozi di giovani che accolgono i clienti con un sorriso, è una ventata di freschezza che avvolge e coinvolge.
Un sorriso diverso, quello dell’entusiasmo proprio della gioventù e di una certa sana incoscienza, che ha permesso ad alcuni ragazzi di sfidare la crisi economica. Dietro al fatto di per sé positivo, si cela tuttavia, conoscendone le storie personali, un sentimento di rabbia e profonda sfiducia nei confronti del sistema lavorativo italiano, che troppo spesso non premia il merito. Sì, perché i giovani commercianti del centro sanvincenzino sono in gran parte laureati e spesso delusi da un sistema contorto e senza prospettive. È anche per tale motivo che hanno deciso di tentare la costruzione di un mondo proprio, con i genitori dietro a supportarli.
Sono tanti e talmente giovani da aver abbassato l’età media dei negozianti del centro a 35 anni circa, con alcuni poco più che ventenni. Tra questi ultimi, c’è Yasmine Patruno, 22enne sanvincenzina tuttora studentessa di lingue e letterature straniere. Con l’aiuto dei genitori, entrambi commercianti, nel giugno scorso ha deciso di aprire il “Twin’s pub”, nella zona pedonale. «Ho avuto la fortuna – dice Yasmine – di essere supportata dai miei genitori. Non è facile, lo so, in questo momento di crisi, ma sono contenta della mia scelta e le cose stanno andando bene. D’altronde, anche se terminassi l’università, non so quali prospettive lavorative mi si aprirebbero».
Yasmine vuole che il suo paese, San Vincenzo, cessi di essere un luogo fantasma durante i mesi invernali. «Ho in mente varie iniziative per l’inverno – dice la ragazza – Ci sono le potenzialità, fra noi commercianti, per cercare di ripopolare il centro. Per quanto mi riguarda vorrei dare un posto di ritrovo soprattutto ai giovani, che qui hanno davvero poche cose da fare. San Vincenzo, negli ultimi anni – prosegue – è diventato un luogo di apparenze: a fronte del nuovo porto con megayacht, ci sono i giovani a sbattere la testa o che se ne vanno, non ci sono sufficienti iniziative culturali e l’inverno è triste».
Poco più in là, all’inizio di via della Stazione, ci sono Federico Faggiano e Marco Guargaglini, che hanno aperto da pochi mesi il “Tnt Board Shop”. Hanno 23 e 21 anni, e sono rispettivamente laureato all’Accademia di arti digitali di Firenze e diplomato in ragioneria. Nel loro negozio vendono attrezzature per surf, snowboard, skate. «È stata la passione per questi sport – dice Federico – a catapultarci in quest’avventura. Abbiamo aperto con i soldi messi da parte e grazie ai nostri genitori. La crisi si sente, ma, fortunatamente, il nostro negozio è diventato meta di giovani e appassionati di sport da tavola, e sta andando bene. Vorremmo organizzare molte cose – prosegue – ma vendiamo attrezzature per sport la cui pratica, qui, non è consentita, tanto che si rischiano multe salate. Non possiamo infatti utilizzare lo skate e non possiamo fare surf d’estate. Per i giovani, qui, c’è poco o niente. La responsabilità è di tutti, cittadini e amministratori. Noi, però, ce la metteremo tutta per far conoscere queste discipline a San Vincenzo».
Martino Talani ha 26 anni, ed è il figlio dell’artista Giampaolo. Musicista, laureato in archeologia, si è accorto presto che il futuro nel suo campo di studi è assai incerto. Dal 2010 all’inizio del 2012 gestisce il ristorante di famiglia dello stabilimento balneare “Venere”. Dimostra di saperci fare, e i genitori, nel giugno 2012, ne supportano l’idea di aprire l’ “Hemingway’s bar”, in piazza della Vittoria. La scelta si sta dimostrando vincente, e il locale è molto frequentato dai giovani. «I miei – dice Martino – hanno appoggiato la mia scelta, ed avevo bisogno di creare qualcosa di totalmente mio. Ho cercato di tenere i prezzi più bassi possibile, e sta andando bene». Il locale resterà chiuso dal 1° al 26 ottobre, ma alla riapertura inizieranno gli eventi invernali. «Ci saranno vari concerti – dice – e una mostra fotografica su ciò che alla gente piace e non piace di San Vincenzo, tanto per animare il dibattito su un paese che è mutato con troppa rapidità e in modo discutibile».
Vanessa Manetti e Letizia Monticelli, di 37 e 34 anni, sono le maggiori del gruppo dei giovani nuovi commercianti, e sono titolari di un negozio di intimo “Benetton” nella zona blu, aperto nel marzo scorso. Vanessa è laureata in scienze politiche ed ha lavorato per dieci anni a Firenze come dipendente della Uil. Figlia di commercianti, per quest’avventura ha ricevuto il sostegno dei propri genitori. La sua amica e partner d’affari, Letizia Monticelli, è laureata all’Accademia di arti grafiche di Firenze ed ha già alle spalle alcune esperienze nel mondo del commercio. Sono entrambe mogli e madri, e Vanessa è in attesa della sua seconda bambina. Letizia vive con il marito - sanvincenzino - a Venturina, dove gli appartamenti, rispetto a San Vincenzo, sono meno cari. Le due si stanno dando un gran daffare per coinvolgere tutti nella programmazione di eventi invernali in centro.
«Non ci siamo fatte scoraggiare dalla crisi – dice Vanessa – Stando qui ci siamo rese conto del degrado in cui versano San Vincenzo e la sua zona pedonale. Il Comune fa poco perché il paese sia attivo e vivo, e i commercianti, purtroppo, hanno spesso pensato soltanto al proprio orticello. Ora la situazione sembra cambiata, e molti si stanno impegnando per migliorare le cose. Abbiamo iniziato a respirare un’altra aria e ad essere più uniti».
Per Letizia Monticelli sono molte le fratture nel tessuto del paese. «Ad esempio – dice – il porto non è integrato con la zona blu, e non ha portato molto al paese. Mi auguro che torni una Pro Loco ad aiutarci a tener vivo il paese anche d’inverno. La zona blu deve cambiare assetto: i gazebo devono essere attaccati alle attività, non nel mezzo. È una questione di decoro, salubrità e sicurezza».
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