Il dolore
Stop al gruppo su Facebook, i due creatori si difendono
Il gruppo facebook “San Vincenzo è dei sanvincenzini o no?”, un fenomeno locale con i suoi oltre 700 iscritti sanvincenzini, è stato chiuso
SAN VINCENZO. Il gruppo facebook “San Vincenzo è dei sanvincenzini o no?”, un fenomeno locale con i suoi oltre 700 iscritti sanvincenzini, è stato chiuso. Una decisione presa dai due amministratori del gruppo, il 32enne Dario Cairo e il 30enne Luca Schiarito, rispettivamente presidenti della Consulta giovanile del Comune il primo, e dell’associazione giovanile Piranas il secondo.
La decisione segue di qualche giorno l’intervento di Cairo, che aveva parlato di troppa politica e di situazione degenerata rispetto agli obiettivi del gruppo. Erano fioccati i commenti negativi nei confronti dell’operato delle ultime amministrazioni comunali, ma anche proposte di miglioramento del paese.
Quando il gruppo è stato chiuso – mentre già ne era stato creato un altro, dal titolo “San Vincenzo, democrazia e libera opinione” – molti hanno attaccato Cairo e Schiarito, accusati di scarsa democrazia, di aver ceduto alle pressioni del potere e del Pd locali, e di aver chiuso perché erano stati dati i soldi per il Beach party che Schiarito lamentava di non aver ricevuto. I due, comunque, si difendono.
Perché avete chiuso il gruppo? Vi sono state pressioni da parte del Pd locale e dell’amministrazione comunale?
«Non c’è stata alcuna pressione – risponde Cairo – Volevamo che di politica, in quel gruppo, non si parlasse».
E perché?
«Volevamo proposte dai giovani e per i giovani: il gruppo era stato creato per dar loro voce. Ma dopo un po’, non ci sono state più idee né proposte, ma solo politica e lamentele sulla gestione del paese».
A 32 e 30 anni, voi non siete più tanto giovani. A quali giovani, quindi, vi dirigevate?
«Dovremmo ragionarci – dice Schiarito – visto che ci sono differenze di aspettative tra ventenni e trentenni. Diciamo che volevamo rivolgerci ai ventenni o giù di lì, ossia a coloro ai quali non interessa la politica, ma il divertimento».
Ma un ventenne non potrebbe divertirsi e anche ragionare sui vari aspetti della realtà?
«Sì, ma purtroppo quando nel gruppo facebook si parlava di politica, i giovani non intervenivano. A dir la verità, avevamo creato il gruppo come protesta contro l’amministrazione perché ci ha tolto i campi da gioco sulla spiaggia della Conchiglia e perché il Beach party era in dubbio».
Allora, il gruppo è nato per i giovani o per protesta per i campi tolti e il Beach party a rischio?
«Per entrambe le cose».
Hanno ragione, quindi, coloro che dicono che dopo aver ricevuto i soldi per il Beach party, avete chiuso bottega?
«No. Sono stati stanziati recentemente 20.000 euro – dice Schiarito – che riceveremo tra sei mesi. Non sono tutti per il each party, ma per 30 eventi organizzati quest’estate. Chi relaziona ciò con la chiusura del gruppo, ci offende. Da lì a pensare che siamo al servizio dell’amministrazione, c’è tanta malignità di mezzo».
L’esperienza di questo gruppo, la considerate positiva?
«Sì – risponde Schiarito – Abbiamo raccolto 500 firme da portare in Comune per riavere i campi alla Conchiglia. E comunque sì, nonostante tutto, e forse lo riapriremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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