Toscana
Parco, l’era Sammuri è iniziata ma i consiglieri non ci sono
Le nomine del direttivo bloccate dal braccio di ferro tra ministeri. Il presidente teme tempi lunghi e fissa i primi paletti: «I sentieri? Troppi per poterli gestire bene. E il Volterraio ci costa troppo»
PORTOFERRAIO. «Lavorare senza un consiglio direttivo è grave, ma temo che ci dovremo fare l’abitudine». È questa la prima criticità incontrata dal nuovo presidente del Parco Giampiero Sammuri, che ha assunto da circa due mesi la guida di un ente ancora privo di una struttura definitiva. Sulle nuove nomine dei consigli direttivi dei Parchi, infatti, è in corso un braccio di ferro tra il Ministero dell’ambiente e quello dell’economia, legato in primo luogo al numero dei consiglieri. «Credo che i tempi per la nuova definizione dei consigli siano lunghi – racconta Sammuri – nel frattempo ci dovremo arrangiare lavorando senza consiglio. Sto cercando di condividere le mie scelte con la Comunità del Parco, ma non può essere la stessa cosa. Senza l’apporto del consiglio, ad esempio, non posso compiere determinati atti».
Potenzialità. Il presidente ha ereditato un ente che - al pari degli altri Parchi nazionali – è alle prese con uno stallo istituzionale complicato da risolvere. Ciò, evidentemente, non può aver facilitato i primi passi mossi da Sammuri. «Come trovo l’ente? Diciamo che ha molti margini di miglioramento – commenta Sammuri – il Parco viene da 6-7 mesi in cui ha cambiato più volte la sua guida. È un ente giovane, che ha bisogno di organizzazione ma ha potenzialità enormi».
Fin dai giorni della sua nomina il presidente Sammuri ha puntato l’accento sulla necessità di consolidare, per l’Elba e per il resto delle isole dell’Arcipelago, il giusto equilibrio tra tutela e fruibilità. «Incrementare le presenze turistiche può essere un obiettivo per le altre isole dell’Arcipelago – dice – per l’Elba il discorso è diverso. Credo che la vera sfida sia destagionalizzare, riducendo la differenza in termini di presenze tra l’alta e la bassa stagione».
Sentieristica. E proprio a proposito di destagionalizzazione torna di attualità il turismo ambientale, di cui il Parco da anni sta cercando di farsi promotore. Il caso dei sentieri contesi, sempre in bilico tra interessi privati e pubblici, ha movimentato l’estate elbana, mettendo a confronto come nel caso di Procchio amministrazioni e proprietari privati. «In questi casi è prioritario trovare un equilibrio con i privati, ma in questa realtà non è semplice – spiega Sammuri – in Maremma, il più delle volte, ci confrontavamo con poche grandi proprietà. All’Elba il territorio è molto frammentato, diviso tra tanti piccoli proprietari». Ma il dato di fatto, secondo, il presidente del Parco è che al momento manchi una mappatura chiara dei sentieri, su cui poggiare le strategie gestionali future. «Ho chiesto una mappatura catastale dettagliata, così da chiarire fino in fondo cosa rientra nel nostro patrimonio – commenta – ma mi sento già di dire che il Parco possiede troppi chilometri di sentieri senza avere le risorse per gestirli in modo adeguato, tramite l’installazione di cartellonistica, segnaletica e la garanzia di manutenzione».
Razionalizzazione. Gli immobili di proprietà del Parco sono sovradimensionati rispetto alle sue esigenze. È una delle prime cose che il presidente ha notato, appena si è insediato alla guida dell’ente. «I beni sono stati acquistati in fasi ben diverse rispetto a quella attuale – spiega Sammuri – adesso la priorità è razionalizzare, anche se non è semplice farlo in un ente già ridotto all’osso». Forse il caso emblematico delle difficoltà che il Parco ha nel tutelare i beni che possiede è quello del Volterraio. «Ho chiesto agli uffici di fare una stima di quante risorse servano per la sua salvaguardia – spiega Sammuri – l’impressione è che lo sforzo economico sia sopra la nostra portata. L’idea è trovare un finanziatore privato».
Sorveglianza marina. Una delle priorità indicate dal presidente è intensificare la sorveglianza a mare. «Alcune risorse c’erano già, di sicuro faremo qualcosa per risolvere un problema molto importante per le nostre isole – spiega – l’obiettivo è mettere a disposizione del Parco un sistema di sorveglianza potenziato, grazie all’utilizzo di telecamere».
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