Gioco
«Siccità, animali in crisi No alla preapertura»
Politi, direttore delle oasi Wwf, teme l’appuntamento venatorio di domani «La fauna è fortemente provata, stavolta si rischia una strage»
PIOMBINO. «Situazione difficile, non c'è bisogno di essere specialisti. Animali messi in crisi dalla siccità anche in Val di Cornia, a Orti Bottagone». Paolo Maria Politi, direttore delle oasi Wwf della Provincia di Livorno, non nasconde la preoccupazione per la preapertura della stagione venatoria, domani.
La decisione è della Regione (per legge la preapertura è su due giorni) dopo che associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente, Lipu, Lav) ma anche movimenti di “privati” come “La coscienza degli animali” (ci sono gli ex ministri Brambilla, Veronesi e Margherita Hack) hanno caldeggiato la totale sospensione.
«Tutti i sistemi naturali – aggiunge Politi – stanno soffrendo per questa perdurante siccità e non basta la rugiada notturna. Dopo settimane di venti caldissimi e asciutti – prosegue – senza piogge, anche i micro ambienti a vocazione umida si sono prosciugati. Così il padule del Bottagone da metà luglio; essendo di acqua dolce, a canneto, può garantire gli stagni solo con le piogge, non ha immissari naturali».
«La stagione riproduttiva – ricorda – è andata a buon fine però la sopravvivenza dei giovani nati resta difficile. La richiesta di sospendere la preapertura era corroborata da questo stato generale di sofferenze dei soggetti riproduttori e dei nuovi nati. Anatre, folaghe, gallinelle d’acqua – sottolinea – nate a Orti si sono allontanate, alcune si sono ritirate nella palude di Orti, altre nelle mini raccolte di acqua dolce disseminate sul territorio, piccoli bacini d’irrigazione alimentati da pozzi, unica risorsa d’ emergenza per molte specie».
La situazione delle rondini fa da riferimento. «In buona parte – racconta – sono già ripartite... manca cibo. Quelle che abbiamo inanellato ieri sera (mercoledì) erano soggetti magri, in modo preoccupante. In questa fase le rondini sono quasi pronte alla partenza per lo svernamento africano e dovrebbero avere depositi di grasso accumulato dall'abbandono del nido. Invece catturiamo giovani di peso molto inferiore ai 15 grammi, quando dovrebbe essere 20-23 grammi. Dunque, durante le giornate trascorse a cercare cibo , non ne hanno trovato a sufficienza: insettivori puri, niente zanzare o tafani perché non c’è acqua. La rondine è una specie ombrello declinabile per tutti gli altri uccelli selvatici».
«Anche le tortore selvatiche, destinate ad arrivare oltre il Sahara, sono nella stessa situazione, molto debilitate. Ecco perché questo giorno di preapertura sarà una strage e dimostrerà come la scelta non abbia nulla di tecnico, ma molto di politico . Gli amministratori dovrebbe avere l'obbligo di salvaguardare la collettività e la fauna selvatica, invece si trovano costretti a sottostare alle necessità di uno sparuto gruppo di cittadini che si dilettano a sparare proprio agli animali selvatici».
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