Sicurezza
Rifiuti, solo una scelta strategica diversa
Il sindaco Anselmi stempera le polemiche con l’Ato costa: «Il commissario Filippeschi ha compreso»
PIOMBINO. L’assemblea dell’Ato costa rifiuti ha dato nei giorni scorsi un parere favorevole alla ridefinizione dei confini, accogliendo la richiesta dei Comuni della Val di Cornia e quello di Castagneto di entrare a far parte dell’Ato sud, che comprende le province di Grosseto, Siena ed Arezzo. Per il sindaco di Piombino Gianni Anselmi si tratta di «un passaggio fondamentale, che riconosce ai Comuni un’autonomia d’indirizzo che trova una base in un orientamento di natura strategica industriale».
Nessuna polemica quindi con le scelte fatte dall’Ato costa, che ha scelto di costituire una new. co con la partecipazione di un privato. «Piuttosto – sostiene Anselmi – si è trattato di un percorso molto complesso anche sul piano tecnico procedurale, che la componente tecnica dell’Ato costa ha accompagnato, contandosi con noi e fornendo le informazioni necessarie alla predisposizione degli atti».
Sul piano politico Anselmi dà inoltre atto al commissario dell’Ato costa, il sindaco di Pisa Marco Fillipeschi, di «aver ascoltato e compreso, insieme agli altri sindaci, la natura politica della scelta strategica fatta dai Comuni della Val di Cornia, al di là dei legittimi interrogativi che poneva».
La scelta della Val di Cornia e di Castagneto dunque, secondo il sindaco non «lede la solidità e la dignità dell’impostazione scelta dall’Ato costa, ma si basa su una visione della condizioni impiantistiche e delle strategie industriali che ci fanno preferire l’Ato sud».
Quel che pensa del resto il sindaco di Piombino anche sui confini delle future maxi province è noto. I suoi sguardi sono rivolti a sud, alla possibilità di ridisegnare anche i confini. La scelta fatta sui rifiuti segue lo stesso filo, dunque, di quanto già fatto con i trasporti con la costituzione delle Tiemme e l’idea «di consolidare le relazioni con le amministrazioni dell’Alta Maremma e del Sud della Toscana, di cui – sostiene – sento il bisogno nell’interesse generale». I Comuni della Val di Cornia, insomma, secondo Anselmi, hanno solo fatto una scelta diversa, «senza l’intenzione di creare ostacoli a progetti e procedure diverse in atto».
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