Il Tirreno

Le lavagne interattive alle superiori

di M. Massei Autunnali
Le lavagne interattive alle superiori

Vento digitale nelle scuole, l’assessore provinciale Bonsignori: «In tutte le classi bisognerebbe sperimentare i tablet»

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PIOMBINO. Imparare a sfruttarne tutte le potenzialità richiederà forse ancora un po' di tempo, ma intanto – in tutte le superiori cittadine - le lavagne digitali sono una realtà.

Il nome tecnico è espresso da un acronimo, Lim, che appunto significa «lavagna interattiva multimediale».

Per utilizzarla occorre il collegamento a un computer al quale lavagna fa da schermo per poter mostrare agli alunni – tramite un programma apposito - testi, immagini, ma anche video, presentazioni in Power Point e altre animazioni.

Negli Isis cittadini ce ne sono sei, due al liceo, una all'Ipsia, una all'Iti e altre due rispettivamente all'Ipsct e all'Itc. Ancora poche, sostengono dalle scuole, ma in ogni caso senza che manchi la volontà di veder crescere una sperimentazione digitale che porta in classe linguaggi e metodologie ai quali gli studenti – nativi digitali – sono abituati fin dall'infanzia.

Del resto che l'informatizzazione dei sistemi abbia i suoi vantaggi gli stessi insegnanti se ne sono accorti alla fine della primavera scorsa, quando - ad esempio al liceo - la possibilità di gestire via computer l'elaborazione delle valutazioni non soltanto ha snellito di gran lunga le procedure, ma anche concesso agli insegnanti molto tempo in più per parlare e dunque riflettere sulle decisioni da prendere. Sì al sistema digitale, dunque, senza contare il fatto che già da molto tempo queste scuole, così come quelle di grado inferiore, possono disporre di computer e apposite aule per il loro utilizzo.

Al contrario le Lim (per le quali sono stati utilizzati per lo più dei contributi ministeriali) sono arrivate solo da pochissimi anni, ma è probabile che proprio l'anno scolastico che comincerà il prossimo 12 settembre sarà quello destinato ad ampliarne – se non il numero – almeno la confidenza. In virtù di una circolare del ministero emanata nel febbraio scorso, a partire da quest'anno tutti i manuali scolastici dovranno essere nella versione «mista», che prevede una parte cartacea e una digitale, accessibile su Internet tramite un codice che viene fornito allo studente al momento dell'acquisto del volume.

Collegandosi al web tramite questo codice, lo studente ha la possibilità raggiungere non solo approfondimenti, ma anche schede, indici ragionati e soprattutto esercizi da svolgere sia privatamente, sia, specie per alcune materie per il quale il multimediale è d'obbligo (matematica, informatica, ma anche le lingue), anche in classe assieme all'insegnante. «Purtroppo dal punto di vista dell'informatizzazione delle nostre scuole potremmo essere più avanti – commenta l'assessore provinciale all'istruzione Fausto Bonsignori – Chiaro che sono stati fatti molti sforzi in questa direzione, però soffriamo ancora un po'. In ogni caso, nonostante i rischi della crisi, siamo riusciti a conservare un fondo del quale diamo una quota-parte proporzionata alle scuole. Gli istituti possono farne ciò che credono, e dunque utilizzarli per la piccola manutenzione come per l'acquisto di strumentazioni, perché no, anche di alta tecnologia».

Per i progetti più ambiziosi, spiega Bonsignori, scuole e provincia lavorano più di concerto, probabilmente non in modo troppo diverso da come è stato in qualche liceo del nord Italia dove la fiducia nell'hit tech ha spinto i dirigenti all'adozione di massa del tablet.

«Un'idea che trovo fantastica – conclude Bonsignori – Sarebbe bellissimo poter individuare anche nella provincia di Livorno una o due scuole nelle quali condurre una sperimentazione di questo genere. Ne parlerò col provveditore. E chissà, magari uno di questi istituti potrebbe essere proprio a Piombino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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