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Riaprono le fabbriche, ma nell’incertezza

Riaprono le fabbriche, ma nell’incertezza

Iniziate in Lucchini le procedure per riattivare l’altoforno. In Magona ripartiti il laminatoio

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Riaprono, dopo la forzata pausa estiva, le fabbriche piombinesi. Alla Lucchini sono state infatti avviate le procedure per la riattivazione dell’altoforno, fermo dal 5 agosto. Il riscaldo dell’impianto, che secondo fonti aziendali sta procedendo come programmato, è iniziato alle 20 di domenica. Il momento più delicato è previsto tuttavia per oggi, quando si procederà allo “spillaggio” della prima ghisa. Come sempre accade al momento della riattivazione, le prime colate non saranno della qualità necessaria per essere inviate in acciaieria. I tecnici dell’azienda contano di avere la prima ghisa adatta alla produzione di acciaio tra la fine delle settimana e l’inizio di quella successiva.

Ieri è intanto ripresa anche la produzione in Magona, dove è stato rimesso in marcia il laminatoio. Oggi è prevista anche la riattivazione della zincatura 4, mentre per il reparto verniciatura bisognerà attendere il 3 settembre. Insieme alla squadra unica decapaggio-tandem, sono rientrati al lavoro anche una parte degli impiegati. Il laminatoio resterà tuttavia in produzione fino alla fine di settembre, salvo impreviste novità, per far fronte agli ordini già acquisiti prima della fermata. Ad ottobre e novembre sarà di nuovo stop e lo stabilimento funzionerà con un solo impianti di zincatura e una verniciatura, alimentato da coils già laminati che arriveranno da altri stabilimenti di Arcelor-Mittal.

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