Il dolore
Spiaggia libera, nasce un comitato
L’ombrellone della discordia regna all’entrata della spiaggia da via Elba, quella non a norma per l’accesso ai diversamente abili. All’ombrellone sono attaccati gli articoli della...
SAN VINCENZO. L’ombrellone della discordia regna all’entrata della spiaggia da via Elba, quella non a norma per l’accesso ai diversamente abili.
All’ombrellone sono attaccati gli articoli della stampa e la petizione protocollata alcuni giorni fa in Comune. I bagnanti si fermano a leggere i cartelli, indicano i cumuli di sassi stoccati poco più in là e scuotono la testa.
E’ quest’ombrellone la dimostrazione pacifica di dissenso, di protesta e informazione escogitata dai toscani Paolo Ceccarelli e Federico Russo, e dal giornalista milanese Mario Rossi, colui che aveva filmato e postato su You Tube i quattro video risalenti al 14 agosto in cui un trattore asportava sabbia dalla spiaggia libera tra il porto e la concessione dell’Hotel Ciritorno al fine di creare una rampa di lancio per lo spettacolo pirotecnico del giorno dopo.
Oltre all’ombrellone della discordia, sono nati un comitato e un gruppo Facebook, entrambi con il nome di “Libera la spiaggia”.
Dopo le risposte del sindaco Michele Biagi, apparse ieri sul Tirreno, in cui il primo cittadino ha affermato che «la pulizia delle spiagge è il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale», e prima dell’incontro tra il sindaco stesso e i tre principali organizzatori della protesta - previsto per il 29 agosto - si è deciso quindi di passare alle azioni dimostrative.
A molti bagnanti, le argomentazioni del sindaco Biagi non sono piaciute. Per Rossi, Russo e Ceccarelli, infatti, «sembra strano che il sindaco – dicono – neghi l’evidenza, ossia ciò che è davanti agli occhi di tutti da mesi».
Tra le 350 firme circa raccolte nella petizione in cui si chiede maggior pulizia della spiaggia, la rimozione dei cumuli di sassi e l’accesso ai disabili da via Elba, più o meno la metà sono di sanvincenzini.
Paolo Federighi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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