Il Tirreno

Guerra del cianciolo Il sindaco Casula invita Barbetti a Bosa

di Luca Centini

«Potrà così rendersi conto dell’ospitalità della nostra gente» Intanto “I Dieci Angiolillo” ha ripreso l’attività peschereccia

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CAPOLIVERI. «Invito il sindaco di Capoliveri a venirci a trovare a Bosa, potrà rendersi conto dell'ospitalità della nostra gente».

A parlare Piero Franco Casula, il primo cittadino del comune sardo di Bosa, ormai da mesi al centro di un intreccio quanto meno particolare.

Da quando il capoliverese doc Nicola Ottanelli, comandante del motopeschereccio “I Dieci Angiolillo”, ha deciso di puntare il timone verso la marineria del paese in provincia di Oristano alterando – è un dato di fatto – gli equilibri che fino a quel momento regolavano i rapporti tra i pescatori locali.

A innescare la rivolta dei pescatori bosani c'è la “pesca al cianciolo”, ovvero il metodo di pesca portato avanti da Ottanelli che si effettua con una rete a circuizione lunga due chilometri.

Una tecnica considerata invasiva, oltre che scorretta, dalla popolazione locale che, a giugno, dette vita a una protesta vibrante, ai danni del peschereccio toscano, l'unico a utilizzare i “ciancioli” in quel distretto sardo.

«A Bosa non si era mai visto un malcontento del genere tra i pescatori locali – spiega il sindaco Piero Franco Casula – io stesso mi trovai lo scorso anno a raccogliere con i pescatori quintali di salpe spiaggiate, scartate dai ciancioli perché considerate di scarso valore. Questo tipo di pesca mette a repentaglio il nostro ambiente marino».

E infatti, a giugno, le decisioni hanno fatto seguito alla massiccia protesta.

Con un decreto regionale la pesca al cianciolo è stata bandita per i grossi pelagici come tonni e ricciole.

I Dieci Angiolillo ha lasciato temporaneamente Bosa. Poi è ritornato per battute di pesca, la maggior parte dei pescatori di Bosa ha capito le necessità dell’armatore elbano, allentando in pratica la morsa delle contestazioni anche se l’imbarcazione elbana continua a essere strettamente controllata sia da parte degli uomini della Guardia Costiera come pure della Guardia di Finanza. Ma le polemiche non si sono placate.

«Cosa è accaduto? So che Ottanelli ha provato a pescare in altri distretti, ma l'hanno cacciato – spiega il sindaco di Bosa – adesso è di nuovo qua. Pesca nel distretto accanto al nostro, poi sbarca al molo del nostro porto a scaricare il pescato, contribuendo con il suo atteggiamento ad alimentare un clima pesante».

Lo stesso Ottanelli aveva rilasciato alcuni giorni fa un'intervista, in cui si lamentava del comportamento di alcuni bosani.«Mi hanno minacciato, ce l'hanno coi toscani, hanno detto che danno fuoco alla barca»Minacce che il sindaco Piero Franco Casula smentisce in modo categorico.

«Piuttosto è stato lui ad aver minacciato qualcuno – dice il sindaco che preferisce non entrare nel merito – ma ci tengo a precisare che la popolazione bosana ha sempre dimostrato di essere ospitale e non violenta. Purtroppo è uscita un'immagine del nostro paese che non corrisponde alla realtà, dal momento che, garantisco, non è successo niente di quanto raccontato da Ottanelli. Dispiace che si sia creata una situazione del genere per il comportamento di un singolo che, in pratica, si è messo contro a tutta la comunità di pescatori locali”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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