Sicurezza
Fa troppo caldo e così la vendemmia scatta in anticipo
Qualche miglioramento, ma i vignaioli iniziano la raccolta perché l’uva lasciata sulla pianta rischia di disidratarsi
PIOMBINO. Se escludiamo l'arco alpino tutta la nostra penisola è sottoposta a una siccità molto prolungata accompagnata da temperature assai elevate da giugno. Così si sta riscontrando un anticipo della vendemmia da Nord a Sud, anche se anticipo della vendemmia non vuol dire anticipo della maturazione delle uve.
Infatti i vignaioli raccolgono perché lasciando le uve in pianta si peggiorano solo le condizioni di stress idrico delle viti, con uve che si disidratano piuttosto che gonfiarsi. Dal Nord al Sud, dall'invaiatura alla maturazione gli acini aumentano il loro peso normalmente rispettivamente del 100/% e del 50% in condizioni non irrigue.
«Suvereto e il nostro territorio – spiega Francesco Iacono, vicepresidente dell'azienda fratelli Muratori, responsabile del Progetto Arcipelago, Tenuta Rubbia al colle a Suvereto – non stanno sfuggendo a questa situazione. Dopo una primavera abbastanza piovosa, da giugno le nuvole hanno abbandonato la Val di Cornia lasciando spazio a temperature massime giornaliere costanti intorno ai 35-38°. Dai primi di luglio le viti non irrigate hanno iniziato a perdere le foglie basali e le uve si sono colorate. Ripercorrendo la stagione 2012 dobbiamo anche segnalare una "gelata" tardiva nel periodo pasquale che ha danneggiato alcune gemme nei vigneti in pianura. Questo panorama non è di certo idilliaco. In annate "facili" tutte le scelte agronomiche appaiono sostenibili, mentre in annate "difficili" come il 2012 le scelte che i vignaioli hanno fatto costituiscono la differenza».
«Chi ha caricato in potatura le viti - prosegue Iacono – chi ha lavorato i terreni tardivamente, chi ha sfogliato per esporre i grappoli alla luce del sole si trova di fronte una situazione difficile da interpretare. Anche l'enologo farà la differenza. Uve concentrate e non perfettamente mature dovranno essere lavorate molto delicatamente con brevi macerazioni delle bucce a a basse temperature per evitare l'estrazione di componenti astringenti ed amari dai vinaccioli. Come si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare».
Poi però la sorpresa di quest'ultima settimana: «è arrivata una risposta dalle piante che sa di straordinario – dice Iacono – C'è stato un calo notevole delle temperature notturne e le piante hanno iniziato a riprendersi. Dopo aver fatto piazza pulita di ciò che era in eccesso (foglie vecchie, acini non ben allegati) le uve stanno maturando bene. I campioni fatti ci dicono che abbiamo avuto un aumento degli acini dal 2 luglio ad oggi del 53%. Stiamo cercando di disintossicare le nostre vigne, le viti cercano il loro equilibrio nelle risorse dell'ambiente e si adeguano. La nostra vendemmia nella Tenuta Rubbia al colle di Suvereto inizierà il 30 agosto».
Intanto anche quest’anno, così come negli ultimi due, le principali guide italiane del settore vini si sono ritrovate in Val di Cornia per le sessioni di degustazioni in previsione delle uscite delle prossime pubblicazioni. Gli appuntamenti si sono svolti al Calidario di Venturina, presenti le guide “I vini d’Italia” dell’Espresso con Ernesto Gentili e Claudio Corrieri, “I vini di Veronelli” con Giorgio Brozzoni, “I vini d’Italia-Gambero Rosso” con Eleonora Guerini e Leonardo Romanelli.
Sono state impegnate negli assaggi più di 150 etichette provenienti dalle denominazione Elba, Montescudaio, Terratico di Bibbona e Val di Cornia. La tipologia di vino prevalentemente assaggiato è stato il rosso con Merlot, Cabernet (Sauvignon e Franc) e Sangiovese come vitigni principali. Buona anche la presenza di bianchi con il Vermentino a far da padrone e anche Rosati per i quali sta tornando una particolare attenzione da parte delle aziende. Da non dimenticare poi i vini passiti tra cui spicca l’Aleatico prodotto all’Elba, ma anche nella Val di Cornia. Ovvio che ottenere una buona recensione potrebbe dare grande risalto sia alle aziende che al territorio, visto che i giudizi dei tecnici delle tre testate sono infatti fra i più attesi dagli appassionati e dagli operatori del mondo del vino, sempre più attenti nell’andare a scovare le novità che si affacciano nell’enologia italiana».
Le sessioni si sono svolte in tre momenti diversi e l’organizzazione a cura della Strada del vino e dell’olio Costa degli Etruschi è stata supportata dalla disponibilità di alcuni produttori della Val di Cornia che si sono resi diponibili rendendo così possibile il buon risultato delle degustazioni. Grazie anche alla collaborazione e alla cornice del Calidario terme etrusche che ha permesso di poter svolgere tutte le giornate di assaggio in condizioni ottimali. Ora non basta che attendere l’uscita delle Guide per conoscere i risultati.
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