Sicurezza
Caldo rovente dentro il mercato coperto
Fruttivendola costretta a buttar via cassette di merce deteriorata e i clienti evitano di entrare
PIOMBINO. «Questa l’ho scattata pochi giorni fa. Guardate che roba». La foto un po’ sfocata riprende un termometro che segna 39°. A mostrarcela è Carmela Rinaldi, davanti ai suoi banchi di frutta e verdura del mercato coperto. «Qua dentro fa sempre caldissimo – continua – E io sono costretta, proprio nel periodo dove ci sarebbe la possibilità di vendere più frutta, a buttare via intere cassette. Il culmine l’ho toccato pochi giorni fa, quando ho dovuto gettare via 40 chili di pesche».
È dal 1994 che la signora Rinaldi ha il negozio, “La Fruttissima”. Caldo sembra sempre essercene stato (e freddo in inverno), anche se la situazione è andata peggiorando da una decina d’anni. I responsabili delle temperature roventi? «I motori dei condizionatori, posizionati dentro il mercato, diffondono aria calda – afferma la negoziante – Le conseguenze sono due: da una parte mi trovo costretta a buttare un po’ di tutto per il deterioramento della merce, dall’altra, la gente al mercato o con questo caldo non viene».
Il clima bollente lo si sente in ogni angolo del mercato, come conferma Angela Bruschi dell’omonima macelleria: «Le persone con queste temperature non vengono – dice – Eppure ci vorrebbe più rispetto e sostegno per le attività che sono qui da 50 anni».
«Sono anni che chiediamo all’amministrazione di intervenire – spiega Rinaldi – L’ideale sarebbe spostare all’esterno i motori, mi accontenterei comunque di alcuni ventilatori, giusto per far respirare noi e la merce. Abbiamo parlato con il sindaco e con il vicesindaco, che rimandano un’ipotetica decisione ai tecnici, ma per ora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Intanto continuo a perdere soldi, finendo per avere difficoltà a pagare gli stessi fornitori; senza considerare che già diverse clienti hanno avuto dei malori per il gran caldo». A rafforzare la protesta ci pensa Bruschi che insieme a Rinaldi si è rivolta anche a un avvocato.: «Il Comune ci deve considerare perché l’affitto e le spese le paghiamo. Che faccia qualcosa, o spostando il mercato o rinnovandolo. E che il sindaco venga a trovarci per rendersi conto con i propri occhi».
Francesca Lenzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
