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Troppi vandalismi a Monteverdi, stop alla tolleranza

Troppi vandalismi a Monteverdi, stop alla tolleranza

MONTEVERDI. Bagni pubblici più volte sfasciati (e l’amministrazione s’è vista costretta ad inchiodarne le porte), cassonetti dei rifiuti rovesciati, muri del cimitero imbrattati, danneggiamenti al...

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MONTEVERDI. Bagni pubblici più volte sfasciati (e l’amministrazione s’è vista costretta ad inchiodarne le porte), cassonetti dei rifiuti rovesciati, muri del cimitero imbrattati, danneggiamenti al campo sportivo. E da ultimo: divelto l’occhio telematico che collega l’info-point dell’ufficio turistico al network del Comune, torneo notturno fra chi spegneva più lampioni stradali facendone oscillare i sostegni, sporcata la lapide del monumento ai caduti.

Questa sequenza di atti vandalici, recenti e recentissimi, non poteva lasciare indifferente la gente di Monteverdi. Di una riflessione pubblica si sono fatti carico l’amministrazione comunale e la parrocchia, promuovendo un convegno( “I giovani e il paese”) nella “sala Don Cignoni” appena restaurata. Sono intervenuti il sindaco Carlo Giannoni, il parroco don Franco Guicciardini, il comandante della stazione carabinieri o Fabio Miceli, numerosi cittadini e ospiti in vacanza.

In un comune di 800 anime qual è Monteverdi si dice che tutti sanno tutto di tutti: nella fattispecie degli atti vandalici, molti sostengono di conoscere nomi e cognomi degli autori, salvo poi nascondere la mano dopo aver tirato il sasso in piccionaia, oppure arrivano a giustificare certi comportamenti “esagerati” con il fatto che “in paese i giovani si annoiano”.

Giovani, dunque, sul banco degli imputati al convegno in sala Don Cignoni, giovani «che se presi uno a uno sono fior di ragazzi – è stato detto – sensibili, pronti a dare una mano quando serve alla comunità». Ma quando sono insieme si trasformano, si scatenano con la forza del branco. Se questa è l’analisi, ricette taumaturgiche non ce ne sono. L’ha detto don Franco, consapevole delle difficoltà del sacerdote di parlare al cuore dei fedeli, ma anche deciso ad operare a fianco delle famiglie perché è lì che molto spesso il problema nasce. Nessuna ricetta “pronto uso” nemmeno da parte del sindaco: piuttosto Giannoni ha fiducia nel dialogo e ritiene che tenendo desta l’attenzione sulle difficoltà di inserimento dei giovani i risultati verranno poco a poco. Diversa la posizione del comandante dei carabinieri, padre di famiglia ma obbligato dalla divisa ad intervenire quando ci sono violazioni di legge: si è capito che non userà la mano pesante, però la ricerca del dialogo con le famiglie è un capitolo in esaurimento.

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