Il Tirreno

Sfratti, per il Comune è emergenza vera

Sfratti, per il Comune è emergenza vera

Otto casi negli ultimi mesi, undici in via d’esecuzione. E alloggi per le famiglie in difficoltà non ci sono

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PORTOFERRAIO. Otto sfratti negli ultimi sei mesi. Altri undici di prossima esecuzione, il primo previsto a metà settembre.

Sono i nuovi, preoccupanti numeri dell’emergenza abitativa che, in una realtà delle dimensioni di Portoferraio, suonano come un vero campanello d’allarme. E se si aggiunge che l’amministrazione comunale di Portoferraio è in grossa difficoltà, sia dal punto di vista delle risorse che, soprattutto, degli alloggi dove sistemare le persone in difficoltà, allora sì che il problema degli sfratti diventa una bomba pronta ad esplodere. «Purtroppo i dati ci spaventano – commenta l’assessore al sociale, Cosetta Pellegrini – forse la faccia dura della crisi si è rivelata all’Elba con un po’ di ritardo, ma adesso la situazione è deflagrata. E il timore è che, dopo l’estate, i casi di grave disagio possano aumentare dopo un’estate con meno lavoro del solito».

Mai l’amministrazione comunale di Portoferraio si era trovata a gestire una simile emergenza dal punto di vista abitativo, tanto che la giunta ha appena deliberato un regolamento ad hoc, al fine di classificare i casi e stilare una graduatoria dei soggetti in emergenza abitativa. Uno strumento simile a quello usato per l’attribuzione degli alloggi di edilizia popolare che, fino ad oggi, non si era reso necessario. Degli otto sfratti, la maggior parte accaduti per morosità, in un solo caso il Comune è stato in grado di trovare una sistemazione per la famiglia in difficoltà che, possedendo i requisiti richiesti, è stata trasferita in uno degli alloggi agli ex Traditi. Gli altri sette nuclei familiari sono attualmente ospiutati da familiari o amici, in attesa di sistemazione. «Le risorse che abbiamo a disposizione sono scarse – ammette l’assessore Pellegrini – e stiamo cercando delle soluzioni di emergenza che tuttavia non possono risolvere tutti i problemi. Sono al via i lavori per ricavare altre tre camere al piano terreno dell’ex Traditi e stiamo lavorando per riservare parte degli alloggi di edilizia residenziale popolare per i casi di emergenza abitativa, la cui graduatoria dovrebbe prendere forma intorno a ottobre-novembre. Il regolamento che abbiamo messo a punto vuole classificare i casi, la maggior parte dei quali legati a morosità, che hanno causato gli sfratti».

Il timore dell’amministrazione comunale è trovarsi a dover gestire una schiera di famiglie con gravi disagi. «Ci sono persone che fino a pochi mesi fa non avevano questi problemi, ma hanno perso il lavoro e non ce la fanno più a sostenere i pagamenti – spiega Pellegrini – sono quasi tutti portoferraiesi, solo una minima parte è composta da stranieri. Tra questi ci sono donne sole e pensionati».

Soluzioni pronte, al momento, non ce ne sono. A novembre saranno pronti i dodici nuovi alloggi alla Biscotteria, destinati però ai residenti del Padiglione dei Mulini. Il Comune intende chiedere il finanziamento regionale per altrettanti alloggi, da destinare ai casi di emergenza abitativa. Altro problema è quello delle risorse. Dalla Regione il contributo per il sostegno agli affitti sarà di gran lunga inferiore, tanto che il Comune è intenzionato ad aumentare la sua quota di compartecipazione rispetto ai 20mila euro dello scorso anno. La stessa Regione ha attivato però i finanziamenti per il sostegno alla morosità “incolpevole”. «Cerchiamo di pubblicare in fretta il bando – spiega Pellegrini – per tante famiglie è un’opportunità da cogliere prima che lo sfratto si materializzi».(lu.ce.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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