Il Tirreno

Waterfront, dopo 8 anni approvata la variante

di Luca Centini
Waterfront, dopo 8 anni approvata la variante

Finalmente via libera al piano che sblocca i progetti Porto Cantieri e San Giovanni Il sindaco: «Momento storico». Ma la minoranza abbandona l’aula per protesta

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PORTOFERRAIO. L’applauso dai banchi della maggioranza è scattato spontaneo, come a sottolineare l’importanza del momento. Dall’altra parte le sedie della minoranza erano vuote, dopo che i consiglieri, respinta la loro richiesta di rinvio del consiglio comunale, avevano lasciato polemicamente l’aula. È l’immagine di un consiglio che, in un modo o nell’altro, è da considerarsi storico in quanto conclude un percorso iniziato almeno otto anni fa sullo sviluppo della portualità e della nautica. Ieri, con voto unanime vista l’assenza della minoranza, il consiglio comunale ha approvato la variante al regolamento urbanistico e al piano regolatore portuale, integrato dalle 24 osservazioni pervenute, tra cui quella della Regione, dopo l’adozione avvenuta nel novembre del 2011.

La giunta Peria conta di costruire, a partire da questo documento, buona parte dello sviluppo futuro della città, basato sui due progetti cardine di Porto Cantieri e sull’approdo leggero di San Giovanni. I due centri di gravità, su cui l’amministrazione intende poggiare una corposa ridefinizione delle aree retro portuali, attualmente in degrado, dove sarà modellato il nuovo waterfront dotato di servizi, attraverso il recupero di edifici in degrado come l’ex Cromofilm (per la stazione marittima) e il Coppedé.

Epilogo convulso. Non è stato certo un percorso semplice, quello che è arrivato fino all’approvazione della variante al regolamento urbanistico di ieri. E anche il finale ha riservato dei momenti di tensione. I consiglieri di minoranza, Carlo Gasparri oltre che i rappresentanti di Gente Comune e Pdl hanno chiesto, in apertura di consiglio comunale, il rinvio della seduta - o in alternativa il rinvio della discussione sui punti riguardanti il porto. «L’argomento è di importanza vitale e necessita di ulteriori approfondimenti – hanno detto i capigruppo Roberto Marini (Gente Comune) e Leopoldo Provenzali (Pdl) – non ci sono scadenze urgenti, non capiamo il motivo di dover necessariamente chiudere il discorso oggi, quando la discussione potrebbe essere arricchita». Dura la replica della maggioranza, compatta. «Aspettiamo l’approvazione da otto anni – ha ribattuto l’assessore all’urbanistica, Alessandro Mazzei – c’è stato il tempo per le osservazioni, sono state convocate commissioni urbanistiche, fatti incontri pubblici. Siamo sconcertati dalla presa di posizione della minoranza». Dopo che la richiesta di rinvio è stata negata dal voto compatto della maggioranza, i consiglieri - fatta eccezione per Riccardo Nurra di Gente Comune che ha presenziato senza prendere parte alle votazioni - hanno abbandonato la seduta.

Il nodo Esaom. L’iniziativa dei gruppi di minoranza era stata preceduta, lunedì sera, da una presa di posizione di Esaom, interessata al progetto di Porto Cantieri, e da una lettera dei dipendenti dell’azienda, rivolta ai consiglieri, in cui si chiedeva il rinvio per i dubbi legati alla limitazione, nell’ambito del progetto per Porto Cantieri, di 25 metri come lunghezza massima delle imbarcazioni ospitate. Il punto è sempre lo stesso: la futura convivenza tra Porto Cantieri e il porto turistico di San Giovanni. Ma il sindaco ha risposto in modo risoluto alle osservazioni avanzate dall’impresa privata. «L’accordo con la Regione parla chiaro – ha detto Peria – Porto Cantieri è destinato ad ospitare fino a un massimo di 550 imbarcazioni, per la maggior parte dai 10 ai 25 metri, ma anche grandi yacht da 25 a 50 metri. La limitazione di cui parla Esaom non esiste negli atti che forse sono stati letti male. In ogni caso le previsioni potranno essere modificate, facendo richiesta alla Regione. Al contrario per San Giovanni, anche in seguito alle osservazioni della Regione, si è scelto una strada diversa, ovvero un punto di ormeggio per barche medio-piccole, con pontili galleggianti e strutture solo di facile rimozione. Non ci saranno dragaggi e soprattutto il porticciolo non sarà in competizione con Porto Cantieri».

La palla ai privati. La variante al regolamento urbanistico portuale è un passo fondamentale, che garantisce la base per i progetti che saranno presentati dai privati. «La prossima tappa è l’avviso pubblico, subito dopo la pubblicazione della delibera nel Burt – spiega l’assessore Mazzei – ci hanno criticato dicendo che i progetti oltre il canale marciavano in modo più spedito, ma non era vero. Arriviamo con gli atti già pronti e con un accordo importante con la Regione, ora la palla passa ai privati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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