Proteste
Un comitato per difendere lo splendore del “Buchino”
L’allarme degli abitanti delle case vicine all’antico arco a monte di Rio Elba coperto dalle transenne di un vecchio stabile in via di demolizione
RIO NELL’ELBA. «Il Buchino deve tornare al suo antico splendore». L’auspicio è del mini comitato di condomini del centro storico di Rio nell’Elba, nato per tutelare l’entrata storica al paese, ubicata proprio alla congiunzione di via Palestro con via San Martino. L’arco, secondo gli abitanti, sarebbe in degrado a causa della convivenza forzata con l’edificio posto nella sue vicinanze. Un rudere pericolante, messo in sicurezza e transennato e per il quale il Comune ha intimato ai proprietari la demolizione.
Il Buchino è una parte della storia di Rio. La piccola, minuscola entrata a metà strada tra la storia e la leggenda rappresenta un modello della cosiddetta architettura popolare, quella costruita e abitata da gente comune. Creata, cioè, realizzata da maestri in muratura la cui fama non si è consegnata alla storia e il cui nome ha smesso di essere ricordato insieme con le loro esistenze. Di loro, nel corso dei secoli, si sono perse le tracce. Ma vivono questi carpentieri attraverso le loro costruzioni. Parliamo dell’ingresso al paese movendosi dal monte, sulla strada che conduce sul Serra e a santa Caterina. Dell’accesso, cioè, al centro abitato che resistette alle truppe assalitrici dei Saraceni guidate dal celebre Barbarossa, lo sterminatore di Grassera, Capoliveri e Luceri. Si narra che dalla minuscola finestra posta in alto le donne, nel 1534, gettassero sugli occupanti olio bollente, avendo così ragione sulle intenzioni degli invasori, partiti con l’idea di mettere a ferro e a fuoco il borgo.
Il palazzo a fianco del Buchino, oggi, è ridotto a poco più di un rudere, abbandonato dai suoi proprietari divisi sulle sorti del fabbricato: se, cioè venderlo, oppure recuperarlo. Esiste il pericolo che crolli. Un sopralluogo dei Vigili del Fuoco ha definito il suo grave stato di conservazione. «Se non si interviene prontamente – dice Angela Conte, portavoce del comitato locale di residenti e proprietari di abitazioni nella parte alta del paese che hanno preso a cuore il problema – l’edificio è destinato a franare. E sarebbe un peccato». Il mini-comitato si è fatto promotore di sensibilizzare l’amministrazione comunale, affinché trovi al più presto una soluzione, anche per eliminare il disagio dovuto al restringimento della strada dovuto alle transenne che mettono in sicurezza lo stabile pericolante. «È venuto qui anche il sindaco – continua ancora Angela Conte – per rendersi conto della situazione. Ma che senso ha recintarlo e poi consentire il passaggio sulle stesse vie? Se è pericolante, rimane pericolante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
