La manifestazione
Rogo dell’edicola, il cerchio si stringe
La polizia sembra vicina alla soluzione del caso: un gesto isolato per vendetta personale o per puro vandalismo
PIOMBINO. «Gli altri negozianti possono stare tranquilli, dietro l’incendio dell’edicola non c’è la criminalità organizzata». Il vice questore Santi Allegra getta così acqua sugli allarmi che hanno seguito il rogo di piazza della Costituzione. Non c’è alcun dubbio sull’origine dolosa dell’incendio dell’altra notte, ma la polizia, dopo aver ascoltato il gestore dell’edicola Andrea Mariotti e il proprietario Francesco Menicagli, sembra seguire la pista del gesto isolato. Non sono infatti per il momento emersi elementi che possono far pensare a ritorsioni legate a particolare richieste. Insomma, in tutta questa storia, se mai ci fosse stata questa preoccupazione, non c’è l’ombra di alcuna richiesta di “pizzo”, il timore principale dei commercianti.
Ciò nonostante che l’involucro ritrovato dai vigili del fuoco vicino alla vetrina di via Trento e Trieste dell’edicola, chiaramente contenente liquido infiammabile, indichi chiaramente la volontarietà del gesto. Ma allora, se non è ritorsione, che altro è stato a spingere la mano dei responsabili del rogo? Al di là del riserbo che viene mantenuto intorno alle indagini, al commissariato di via Ferrer sembra prevalere la convinzione di essere sulla pista giusta, vicini alla soluzione del caso.
Alle indagini stanno lavorando intensamente la squadra anticrime e la scientifica, che ha esaminato in modo particolare l’involucro ritrovato, un contenitore per saponi che era stato riempito con del liquido infiammabile. Non ci sarebbero invece testimoni oculari. L’incendio è del resto divampato all’una di domenica dalla vetrina all’angolo meno frequentato e più buio, quello di via Trento e Trieste.
Se dietro non c’è, come si dice, criminalità organizzata, a spingere la mano degli autori del rogo in cui è andata completamente distrutta l’edicola potrebbe esserci piccole ragioni di vendetta personale: dissapori, risentimenti, screzi con il gestore o il proprietario del locale. Ma la polizia al momento non sembra esclude neppure di trovarsi di fronte ad un puro atto vandalico, magari andato molto al di là delle intenzioni, mettendo in pericolo gli stessi abitanti dell’appartamento al piano superiore, evacuato e dichiarato inagibile. Anche se l’ipotesi del gesto isolato appare più tranquillizzante rispetto ad un’azione pianificata dalla criminalità organizzata, gran parte dei gravi interrogativi e delle preoccupazioni dei commercianti del quartiere resta.
Chiunque sia stato a lanciare l’involucro incendiario contro la vetrina dell’edicola, lo ha fatto con la precisa intenzione di colpire esattamente in quel modo, magari sottovalutando le possibile conseguenze che il rogo avrebbe potuto avere per l’incolumità degli stessi abitanti del palazzo. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
