Il Tirreno

Ancora poca fiducia nelle nuove ricette

di Cecilia Cecchi
Ancora poca fiducia nelle nuove ricette

I medici ora indicano per legge il principio attivo del farmaco: e molti clienti spaesati chiedono aiuto ai farmacisti

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PIOMBINO. «Ora cosa cambia?». È ancora la prima domanda degli utenti appena entrati in farmacia con le nuove ricette rosse, dove i medici non scrivono più il nome del farmaco ma del principio attivo; secondo le nuove norme per la prescrizione dei farmaci entrate in vigore a Ferragosto.

«Tecnicamente – spiega Ivano Landi, coordinatore medici di famiglia – i nostri computer prevedono già l'opzione per le prescrizioni del principio attivo del prodotto e non più la marca. Per legge si possono continuare a prescrivere per le patologie croniche senza spiegazioni. Abbiamo un mese di tempo per adeguarci, ma certo stiamo cercando di coprire le difficoltà che si vengono a creare perché prima di tutto conta la tutela della salute del cittadino».

Perché poi, davanti al bancone, i dubbi degli utenti, spesso pazienti, si moltiplicano: magari non si ricorda il nome del farmaco preso da sempre e non si sa decidere se spendere un po’ di più per il prodotto di marca.

Oppure il farmacista si trova alle prese con una serie infinita di principi attivi.

«A preoccuparsi sono soprattutto gli anziani – ricordano alla farmacia Tronci, in via De Sanctis – anche se i pazienti con patologie croniche come ipertensione, glaucoma o diabete possono stare tranquilli: per loro non cambiano né le terapie né le spese. Spesso, se i pazienti scelgono di acquistare il principio attivo coperto dal servizio sanitario nazionale, scriviamo sopra la scatola, a penna, il nome del vecchio farmaco assunto perché così non sbagliano nelle terapie».

Però, non cambia nulla.

Confermano da Tronci: «Già in precedenza un 50% dei clienti acquistava il principio attivo e un altro 50% l'originale, pagando la differenza».

Assicura Marco Viti (lugomare Marconi 61): «Molti sono preoccupati perché temono di dover pagare tutto – dice – Eppure da anni eravamo già noi farmacisti che proponevamo il principio attivo. Complicazioni? Quando esiste un solo farmaco, senza generico, come la cardioaspirina ed è la stessa legge che impone di segnare la marca. Nel caso – sottolinea – prescrivendo il principio attivo, acido acetilsalicilico si genera più confusione. Una rivoluzione che non doveva essere avviata a Ferragosto con tutti gli uffici chiusi».

Necessario un po’ di rodaggio per i pazienti e anche per i farmacisti.

Da considerare, poi, la possibilità di imbattersi in un elenco di principi attivi simile a una formula magica. «Ne arrivano molte, pure di richieste bianche, scritte così – afferma Simona Brogi, Comunale di piazza Cappelletti – Un gengivario è stato indicato con quattro principi attivi: c'è voluto del tempo per individuare il prodotto adeguato. I computer aiutano molto, però si rallenta il lavoro. I clienti possono stare tranquilli si trova sempre quanto necessario, anche delle medicine che sono soliti prendere. Bisognerebbe però – conclude – che il decreto non venisse preso troppo alla lettera. La raccomandazione? Se si prescrive “Benagol” (antisettico da banco ndr), scrivere il nome non indicare da cosa è composto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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