Attenzione
Cane ucciso da una fucilata nella notte
Si stava azzuffando con un pitbull. La polizia cerca l’uomo che ha sparato rischiando di colpire i padroni dei due animali
PRATA VECCHIA. Yago era, un “lupo” meticcio, abituato a vivere in libertà nell’azienda agricola del padrone. Nei suoi 11 anni di vita non aveva mai fatto male a nessuno, a parte forse qualche pollo e qualche coniglio: una fucilata sparata nel buio della notte da una ventina di metri da una persona rimasta sconosciuta l’ha ucciso, mentre si azzuffava con un altro cane.
Due i colpi di fucile esplosi, che per un caso non hanno colpito le persone che stavano cercando di dividere i cani. L’uomo che ha sparato, così come è arrivato è scomparso. Forse l’avevano attirato le grida delle persone che cercavano di separare i due animali.
Chi l’ha intravisto dice che era di bassa statura e rotondetto, e che è arrivato in mutande, tanto da far pensare che si tratti di una persona che abita lì a pochi passi.
L’episodio è accaduto la notte di Ferragosto nelle campagne di Prata Vecchia, frazione di Suvereto. Da allora Massimo Afelba, 50enne fiorentino titolare de “La Fattoria”, azienda agricola che produce olio, non si dà pace.
«Abbiamo chiamato la polizia – racconta – e una pattuglia del commissariato è arrivata poco dopo. Io avrei voluto che cercassero subito lo sparatore, lì ci sono poche case... Però gli agenti hanno detto che non potevano, e così ho potuto solo fare la denuncia. Devono trovarlo, perché non solo mi ha ammazzato il cane, ma ha rischiato di provocare una tragedia».
Nella ricostruzione alla base della denuncia, l’episodio si è consumato mezz’ora dopo la mezzanotte del 14 agosto.
Erica Mazzuoli, cognata di Afelba, stava portando il suo cane a fare un giro quando ha visto uscire dalla “Fattoria” Yago. Mentre cercava di legarlo al suo guinzaglio è arrivato un giovane col suo pitbull. Il quale si è subito azzuffato con Yago.
La donna e il proprietario del pitbull hanno tentato invano di dividerli e spaventandosi hanno chiesto aiuto a gran voce.
Qualche istante dopo è apparso l’uomo che imbracciava un fucile. Secondo il racconto della donna, il tipo non ha proferito parola ma ha puntato il fucile e ha sparato. Primo colpo a vuoto, mentre il secondo immediatamente dopo ha centrato il l “lupo”, morto sul colpo. Terrorizzati dagli spari e dalla vista del cane ucciso, i due non si sono nemmeno accorti dello sparatore che si allontanava. Prevedibilmente per andare poco lontano.
Masimo Afelba ha poi fatto esaminare il corpo dell’animale dalla dottoressa Giovanna Lenzi, che nel referto ha spiegato di aver riscontrato un foro tra scapola e collo della parte destra e da cui ha estratto un bossolo di plastica.
La polizia indaga, Afelba attende risultati: «Io non ho mai litigato con nessuno del vicinato e non so perché quell’uomo ha sparato. Ma la polizia lo deve trovare».
Cristiano Lozito
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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