Sicurezza
Siccità da record, ora è allarme per l’agricoltura
Ulivi e vigne a rischio, verso una vendemmia anticipata Ma per Asa al momento non si rischia il razionamento
VENTURINA. Grappoli più piccoli, acini sottodimensionati e foglie disseccate. Sono i segnali evidenti di una crisi idrica che sta mettendo in seria difficoltà la raccolta dell’uva.
Più in generale, sono la fotografia di una situazione per l’agricoltura preoccupante, che in Val di Cornia sta piegando le coltivazioni ortofrutticole e vinicole di pari passo con la siccità prolungata.
Se Asa conferma il contesto di allerta, scongiurando, almeno per ora, eventuali razionamenti rinviando i timori maggiori a lungo termine, la falda acquifera continua a calare con le piogge che ancora si fanno attendere.
Due settimane fa la soglia viaggiava verso gli otto metri sotto il livello del mare, con una riduzione costante di un metro ogni venti giorni. Se ancora lo stato di cose non chiama in causa le parole “emergenza”,“razionamenti”, l’ambito agricolo fa registrare una situazione di chiara sofferenza, con l’introduzione nell’area che utilizza la Fossa Calda di interventi settorializzati già avviati proprio con l’obiettivo di garantire acqua per tutti.
A rendere il quadro generale del contesto agricolo in Val di Cornia è Pasquale Delli Paoli della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Livorno: «Soprattutto per quanto riguarda la vite le condizioni sono differenziate – spiega l’agronomo – Molto dipende dal terreno considerato; una zona pianeggiante risente meno della crisi rispetto a un’area ondulata. In sostanza comunque è evidente un calo generalizzato dal punto di vista produttivo. Le tracce sono visibili in grappoli più piccoli e nei danni da insolazione estiva. Per capirsi, un grappolo che l’anno scorso pesava un chilo, adesso arriverà al massimo a 700 grammi».
Stessa storia per le olive, dove però sembrerebbe esserci ancora il tempo per rimediare almeno in parte. «Questi tipi di coltivazione stanno soffrendo in pratica due siccità, quella invernale e quella attuale – riprende Delli Paoli – A ogni modo finora a patire di meno la crisi idrica sono stati gli agricoltori con pozzi vicino al Cornia che potrebbero aver problemi con le prossime coltivazioni di carciofi, spinaci e cavoli. Al contrario le aree che usano la Fossa Calda hanno sofferto lungo tutta l’estate con pomodori, meloni e cocomeri, e continuano a risentirne».
A parlare di apprensione per una crisi che mette in ginocchio l’agricoltura è anche Giancarlo Vallesi, commissario straordinario del Consorzio di bonifica Alta Maremma: «In alcuni punti i vigneti stanno attraversando una situazione drammatica, con tanto di vendemmia presumibilmente anticipata – sostiene – e così è per le olive. Vero è che per ora la Fossa Calda resiste, sempre che cominci a piovere nei prossimi giorni». Precipitazioni o meno il commissario straordinario sollecita una nuova riorganizzazione: «Altrimenti la vedo dura – dice – Bene alcuni passi già fatti, come il Cornia industriale, ma occorre ormai un approccio diverso all’uso dell’acqua, a partire dalla necessità degli invasi e da una maggiore sensibilizzazione degli agricoltori».
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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