Il Tirreno

«L’acqua è una risorsa preziosa e va pagata»

Per Vallesi non è più accettabile che le aziende agricole versino una cifra irrisoria per la concessione

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VENTURINA. «L'acqua è una risorsa preziosa ed il suo utilizzo deve essere pagato». Così si esprime in una nota il commissario straordinario del Consorzio di bonifica, Giancarlo Vallesi.

Grande infatti continua a essere la preoccupazione per la situazione idrica in Vai di Cornia fra chi opera nel mondo della bonifica e dell'agricoltura.

Vallesi più volte in queste ultime settimane ha richiamato cittadini e agricoltori a un uso parsimonioso e razionale dell’acqua. L'assenza di precipitazioni e temperature sopra la media stagionale, infatti, stanno mettendo in ginocchio le coltivazioni ortofrutticole e vinicole del nostro territorio.

Dopo aver sottolineato, al fianco dell’assessore provinciale Pacini, la necessità di una politica più forte per il recupero delle acque superficiali, «unica possibilità di ridurre in futuro la sofferenza per la scarsità d’acqua», il commissario Vallesi si fa portavoce di una nuova proposta: «L’acqua è un bene prezioso, peraltro esauribile, la cui presenza o meno determina la vita o la morte – afferma Vallesi – è la risorsa che fa la differenza; un’azienda agricola che ha scarsità di acqua sarà certamente svantaggiata rispetto ad un’altra che, invece, ne possiede a sufficienza».

«In questo senso la risorsa idrica ha un valore che deve essere corrisposto da chi lo utilizza – dice Vallesi – Ciò che le aziende agricole a oggi pagano per l’utilizzo dell’acqua è la concessione, non la risorsa: 20 o 30 euro all’anno – chiarisce –- non possono essere il valore reale di questa risorsa determinante».

«L’acqua utilizzata deve essere pagata, così facendo si potrebbe costituire un fondo dal quale attingere per quelle aziende che intendano creare degli invasi per la raccolta dell’acqua piovana. In questo modo – conclude il commissario straordinario del Consorzio di bonifica – nel lungo periodo, forse non si risolverebbe, ma certamente si contribuirebbe alla risoluzione dell’annoso problema della siccità nella Val di Cornia».

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