Sicurezza
«Presa la sabbia della spiaggia libera per darla ai privati»
Bagnanti polemici ma il Consorzio balneari non ci sta «E’ servita solo una volta per la rampa di lancio dei fuochi»
SAN VINCENZO. Su You Tube, cliccando “San Vincenzo- Spiagge di serie A e spiagge di serie B (pubbliche)”, si possono vedere quattro video con le immagini di un trattore-ruspa con rimorchio che, verso le 7,30 della vigilia di Ferragosto carica sabbia della spiaggia libera tra il porto e quella in concessione all’Hotel Ciritorno e la porta altrove.
Nel caso di questi video, la sabbia asportata serviva per preparare la rampa di lancio per i fuochi artificiali di Ferragosto, operazione autorizzata dal Comune.
Ma, secondo alcuni bagnanti, tali operazioni si ripeterebbero dal giugno scorso. A dirlo sono due coniugi di Basiglio, in provincia di Milano: Mario Rossi (che ha girato i video e li ha postati su You Tube) e Sarah Pozzoli, entrambi giornalisti.
Rossi frequenta San Vincenzo, e quella stessa spiaggia, da circa quarant’anni, e possiede insieme alla moglie una casa nei pressi della spiaggia, in cui portano i loro due piccoli figli da quando sono nati.
«E’ da giugno – sostiene Rossi – che i trattori arrivano in questa spiaggia libera, vi prelevano sabbia pulita e la portano sugli arenili privati. Gli stessi trattori depositano poi su questa spiaggia libera la sporcizia degli arenili privati, tanto che al momento vi sono qui alcune montagnette di considerevoli dimensioni fatte di sassi e detriti».
Si tratterebbe dei cumuli di cui Il Tirreno si è già occupato recentemente, con tanto di proteste a mezzo stampa da parte del Circolo nautico e della Scuola di vela (che ha sede proprio lì).
A controbattere alle accuse dei due turisti milanesi (confermate da molti frequentatori della spiaggia libera in questione) è Alessandro Baldi, presidente del Consorzio Balneari Sabbia Etrusca.
«L’operazione del 14 agosto – dice Baldi – è stata autorizzata dal Comune per preparare una rampa di lancio per i fuochi artificiali di Ferragosto, perché mentre prima la lingua di sabbia arrivava fino alla scogliera, quest’anno non ci arriva. Sulle accuse dei turisti, mi chiedo: perché non è uscito alcun video prima del 14 agosto? Se affermano che ciò avviene dall’inizio dell’estate, facciano una denuncia alla Procura della Repubblica. Ciò che hanno detto è falso».
«Sulla questione dei cumuli presenti a ridosso della scogliera – prosegue il presidente del Consorzio – posso solo dire che saranno portati via a settembre od ottobre. Durante l’estate non possiamo andare con i camion sulla spiaggia, perché ciò provocherebbe altre lamentele. Qualcuno ci trovi un’altra soluzione, ed io sarò felice di metterla in pratica».
Sulla presunta scarsa pulizia della spiaggia, Baldi illustra quelli che sono gli accordi vigenti e pone l’accento sui costi: «Noi – dice - puliamo anche la spiaggia libera. La differenza tra pulizie delle spiagge in concessioni e pulizie delle spiagge libere è normata dal capitolato. Nelle prime, vagliamo l’arenile, oltre a pulirlo. In quelle libere non possiamo farlo perché sarebbe costosissimo: per chilometri di spiaggia libera si spenderebbero milioni di euro. Nelle spiagge libere togliamo sassi, plastica, carte e sporco, ma non vagliamo».
I frequentatori della spiaggia libera, intanto, sono pronti ad atti dimostrativi pacifici per protestare contro quello che definiscono uno scempio.
«Non è tollerabile – dice Mario Rossi – che si attui in questo modo. Non si risolve niente a spostare lo sporco da un luogo ad un altro. Questa spiaggia libera è trattata come ricovero di detriti e sporco. Una spiaggia di serie B. Siamo stanchi di portare i nostri figli in una spiaggia che non viene pulita e con montagne di detriti provenienti dalle spiagge private. Siamo noi, con piccoli rastrelli, a pulirla ogni giorno».
«Qui a San Vincenzo – conclude – ci sono un mare ed una spiaggia favolosi. Pare che si stia facendo di tutto per rovinarli. Non ci si rende conto che si fa male all’intero paese e alla sua immagine? Insomma, un po’ di buon senso e di civiltà non guasterebbero».
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