La manifestazione
Biomasse, il paese è in allarme
Dopo il no del Comune l’ultima parola spetta alla Provincia
SUVERETO. Il progetto di una grossa centrale a biomasse in una zona vinicola tra le più importanti, non solo della Val di Cornia, è un tema uscito allo scoperto a gennaio, ma che solo ora è stato percepito come “pericolo” dai suveretani.
Poi si è materializzata una società i cui componenti non si sono nemmeno palesati all’assemblea dei Forni (invitati dal Comune), pur dando un nome fascinoso all’impresa: “Suvenergy”. L’ubicazione della centrale sarebbe nell’antica azienda “Metocca”, vicino ai Forni, prevedendo la produzione di energia elettrica a biogas di 999 kw, con tre trincee di stoccaggio, un bacino raccolta acque, un elettrodotto di di 3,6 chilometri, imponenti strutture interne, 16.000 tonnellate annue di biomasse vegetali e industriali da bruciare.
Ambientalisti, i proprietari di fantastici vigneti-giardino valorizzati con anni di sacrifici e promozioni, gli agriturismo, i costruttori di un insediamento abitativo e alberghiero, magari le future terme del Bagnarello, hanno cominciato così a preoccuparsi. L’assemblea dei Forni - con un grande successo pubblico e di partecipazione al dibattito - ha bocciato l’iniziativa: «Si dovrà fare una battaglia come per la discarica – è il concetto comune di fondo – con le associazioni e tutti in campo?”
A decidere la fattibilità della centrale sarà la Provincia, ma nessuno vuol credere che si metterebbe contro il Comune di Suvereto che, intanto, ha definito il progetto del tutto insodisfacente per come è ora raffigurato. «Si poteva anche prendere in considerazione un progetto di dimensioni compatibili con la vocazione fondamentale dell’agricoltura – è stato ribadito – ma il giudizio sul progetto è più che negativo, almeno per ora».
Un rappresentante di Legambiente ha poi obiettato su come sia possibile progettare tre centrali a biomasse in Val di Cornia (Asiu, Montegemoli e Suvereto): un minimo di programmazione zonale dovrebbe individuare il luogo e le dimensioni più idonee. Qualcuno ironizza: «Deve decidere la Provincia? Ma se si facesse un referendum gli italiani le abolirebbero tutte...». (m.p.)
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