Il dolore
Biomasse, no deciso dei cittadini
L’assemblea pubblica sul progetto: «Non lo permetteremo»
SUVERETO. Se per l’amministrazione comunale la realizzazione di una centrale a biomasse alla Metocca di Suvereto poteva essere preso in considerazione a certe condizioni, per la gente il “no” è risuonato chiaro. Lo ha sostenuto chiaramente l’assemblea pubblica nella piazzetta dei Forni con tanta gente, non solo abitanti della zona, produttori di vini pregiati o gestori di agriturismo.
A questa assemblea “autogestita” cui era stato invitato il sindaco Pioli, hanno partecipato anche gli assessori Margotti, Moschini, Teglia e il geometra Micalizzi dell’ufficio tecnico.
Il sindaco ha anticipato tutti col suo commento di ieri sulla situazione (“per evitare che si parli a sproposito”), posizioni confermate a conclusione di una assemblea ricchissima di interventi appassionati e documentati, segno dell’interesse della gente, mentre si raccolgono già le firme per una chiusura netta da parte del comune, senza se e senza ma. Ci sono stati anche momenti caldi del dibattito col sindaco stesso che ha redarguito duramente una signora, non del posto, che invocava a più riprese la «salvezza di un paese fantastico come Suvereto e tutta la sua campagna«. Per tutta risposta ha replicato: «Lei è un Berlusconi, è un dittatore…» ripresa con gesti agitati dallo stesso assessore Margotti.
Il tecnico Micalizzi aveva inizialmente spiegato il complicato progetto i cui numeri hanno subito lasciato capire quanto la dimensioni della centrale sia assurda per quella realtà: «I dirigenti della ditta Suvenergy sono stati invitati ma non sono venuti», ha detto scatenando l’ilarità del pubblico. «Non è certo un impianto per smaltire le “ripuliture” dell’agricoltura – è stato detto – ma una centrale che necessita di quantità incredibili di mais, ad esempio, la cui produzione è assurda per la Val di Cornia (impoverisce il terreno e divora acqua) cercando di illudere subdolamente gli agricoltori ad abbandonare le colture tradizionali e di pregio per soddisfare il “mostro” vorace (16mila tonnellate annue) che, comunque, ne dovrà importare oltre la metà. Un solo agricoltore è intervenuto a favore dell’iniziativa come alternativa per “salvare un agricoltura in crisi”».
Gli interventi del pubblico sono stati davvero tanti, non solo per la salute pubblica e salvaguardia di un ambiente e una viabilità già abbastanza colpiti. Queste tesi sono state sostenute anche dall’opposizione in consiglio comunale. Paternò (Pdl) ha ironizzato sul fatto che con tutto il gasolio che si consumerebbe si potrebbe fare direttamente energia elettrica lasciando stare la campagna, mentre Parodi, tra l’altro, ha contestato il fatto che l’opposizione al progetto in esame alla Provincia da parte dei cittadini si poteva fare già dal 19 luglio, mentre ora si viene a sapere che scade il prossimo 17 agosto.
Il sindaco ha comunque garantito che le opposizioni saranno tenute ugualmente in conto dal Comune. Un amaro commento circolava a fine assemblea: «Il comune non si illuda di mettere ferree condizioni di garanzia, il solito giochino che poi non sarebbe rispettato».
Michelangelo Pasquinelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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