Il Tirreno

Il regista Putortì al prestigioso festival di Montreal

di Francesca Lenzi
Il regista Putortì al prestigioso festival di Montreal

PIOMBINO. Cinque anni di stretta collaborazione con Marco Ferreri, aiuto regista di Antonioni, rapporti di conoscenza con Mario Monicelli. David Maria Putortì (nella foto in abito rosso), nato 45...

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PIOMBINO. Cinque anni di stretta collaborazione con Marco Ferreri, aiuto regista di Antonioni, rapporti di conoscenza con Mario Monicelli. David Maria Putortì (nella foto in abito rosso), nato 45 anni fa all’Isola d’Elba, cresciuto a Piombino, ha le spalle grosse, con esperienze professionali di alto livello. Dopo anni di assistenza alla regia, un proprio film da presentare al prestigioso festival cinematografico di Montreal (dal 23 agosto al 3 settembre): “La guerra del maiale”, una co-produzione italo-argentina della Acme film, un racconto tratto dal romanzo di Adolfo Bioy Casares, “Diario della guerra al maiale”. «Sono felice di portare la pellicola a Montreal – spiega Putortì – Oltre alla soddisfazione personale sarà una bella vetrina che, spero, mi sarà utile anche nella realizzazione dei prossimi film. Anzi, non è escluso che li venga a girare proprio in Toscana». Magari all’Elba, dove è nato, o chissà, forse a Piombino, dove è arrivato piccolissimo, rimanendo fino alla scuole medie, prima di trasferirsi a San Gimignano. E proprio in quella zona prenderà vita probabilmente il suo prossimo lavoro, ispirato alla storia di uno scultore toscano, con location tra Cuba e Colle Val D’Elsa. «Poi magari mi avvicinerò di più a Piombino – afferma il regista – Molto dipenderà dall’esito di Montreal. Purtroppo in Italia ormai c’è una censura preventiva, nella quale un certo tipo di cinema, che può creare un minimo di discussione, va subito stroncato». Di fronte a un’arte che non viene così difesa, viene meno anche l’entusiasmo e la decisione, anche economica, di girare all’estero. Nel caso de “La guerra del maiale” in Argentina, dove Putortì era stato la prima volta per la preparazione di “Garage Olimpo” di Marco Bechis. In attesa di vedere Putortì su un ipotetico set piombinese, accontentiamoci di vedere le sue opere sul grande schermo, e incrociare lui nelle vie cittadine. «Torno regolarmente a Piombino, dove abitano ancora mia sorella e mio padre – spiega infatti il regista – Ci porto appena posso pure i miei due figli che stanno in Francia, per farli crescere anche con la cultura italiana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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