Sicurezza
«Tour delle provette inadeguato e costoso»
Assemblea Fials con gli operatori dei laboratori analisi di tutta l’Asl Preoccupazione per una riorganizzazione che avvantaggerebbe i privati
PIOMBINO. Tour delle provette, ristrutturazione dei laboratori analisi e conseguenze sul personale: di questo si è parlato nell’ultima assemblea fissata dal Fials con infermieri e tecnici del settore. Sulla bilancia, le continue novità introdotte dall’Asl nelle procedure e le conseguenze sull’organizzazione del lavoro. Dal confronto sono emerse difficoltà per la quantità di campioni che vanno e vengono e incertezze tra gli operatori sulle prestazioni che vengono loro richieste. Fials fa rilevare la preoccupazione per il pericolo che ai dipendenti siano attribuite impropriamente responsabilità delle disfunzioni. «Per questo - ricorda il sindacato - avevamo già chiesto all’Asl un confronto, allo scopo di verificare la funzionalità del servizio e il grado di tutela degli operatori. La risposta è stata di totale chiusura».
Per Fials la causa sarebbe da ricercare nel rifiuto di affrontare situazioni di «evidente criticità». A partire dalle modalità di trasporto dei campioni biologici che non raggiungerebbe i parametri qualitativi indispensabili, e il ricorso sempre più massiccio alla televalidazione in sostituzione della coopresenza di un tecnico e un laureato. Forti interrogativi anche sulla mortificazione delle professionalità e sul ricorso alla reperibilità fuori contrattazione. Non convince neanche il taglio dei prelievi del sabato, slittato a settembre, perchè non porterebbe a particolari risparmi in quanto le strumentazioni dovranno essere comunque in funzione per le emergenze.
Fials non ha dubbi: si sarebbe di fronte allo smantellamento della diagnostica di laboratorio senza che l’Asl ne abbia dimostrato l’economicità. A partire dal tour delle provette «inadeguato e costoso».
L’obiettivo, in sostanza, sarebbe quello di «alleggerire» i laboratori, in linea con il progressivo depotenziamento degli ospedali provinciali e in vista del progetto di Area Vasta con soli due centri diagnostici (uno a Massa e uno a Pisa) ed un unico laboratorio di microbiologia, anatomia patologica e trasfusionale presso l’Azienda Universitaria Pisana. Nell’analisi del sindacato, l’operazione provocherebbe la massima flessibilità del personale col rischio della mobilità, e avvantaggerebbe i privati che diverrebbero più competitivi rispetto ai tempi di risposta.
Dunque, bocciatura piena, sia sul piano quali-quantitativo che nel rapporto costi–benefici. E un suggerimento su come risparmiare: «Via gli apparati inutili, gli appalti ingiustificati, gli incarichi dirigenziali libero professionali e le consulenze, come del resto dice la legge». (v.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
