Sicurezza
Né Piombino né Cecina, addio tribunale
Via libera del Consiglio dei ministri, tagliate le due sedi livornesi distaccate. Resta un giudice “di prossimità” all’Elba
PIOMBINO. Né Piombino né Cecina. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria. Il testo definitivo prevede che i tribunali soppressi siano 31 anzichè i 37 previsti in origine. Per quanto riguarda la Toscana, saranno tagliate tutte le sezioni distaccate dei tribunali che hanno base nei capoluoghi di provincia per cui sia la sede di Piombino che quella di Cecina scompariranno. L'intervento di soppressione riguarda anche 667 uffici di giudici di pace. Sono salvi gli uffici giudiziari dell’Isola d’Elba e di altre sette isole minori (Ischia, Capri, Lipari, La Maddalena, Procida, Pantelleria) che altrimenti, in caso di maltempo, priverebbero i cittadini di immediata tutela giudiziaria. Lo rende noto un comunicato del ministero della giustizia che sottolinea come si manterrà «un giudice di prossimità in sette isole in modo da consentire anche l'eventuale deposito di atti urgenti in casi di irraggiungibilità dalla terraferma».
Una rivoluzione che lascia a bocca asciutta i due contendenti (Piombino e Cecina) e che non placa le perplessità.
«La ministra Severino ha mantenuto la sua linea iniziale – afferma Silvia Velo – Prendiamo atto della sua decisione, ora però il ministerò dovrà farsi carico della riorganizzazione del servizio». Nessuna polemica da parte della deputata Pd, che tiene anche a sottolineare che non c’è stata alcuna reale battaglia tra Piombino e Cecina, ma precisa: «Con un colpo di penna si è deciso di rivoluzionare un servizio. Adesso attendiamo di vedere come le parole si trasformeranno in fatti. I disagi di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane sono problematiche reali di cui occuparsi. Mi auguro che si punti a una modernizazzione del servizio, sviluppando il sistema di informatizzazione dei sistemi giudiziari. Se questo cambiamento si concretizzerà in una giustizia più moderna, ne saremo più che soddisfatti. Ma per iniziare ad esserlo dobbiamo vedere come le parole si trasformeranno in azioni concrete».
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