Gioco
La magia della festa alla sagra del porcino
Grande successo per la serata gastronomica di Suvereto. Gli organizzatori: «Queste iniziative premiano il paese»
SUVERETO. In estate tante sono le attrazioni della costa etrusca, ma forse la più apprezzata è sempre la gastronomia, soprattutto quella popolare. Tra queste le serate del fungo porcino, che l’Ente Valorizzazione organizza a Suvereto da tanti anni, è una tra le più amate, tanto che nelle tre sere il Chiostro di S.Francesco si riempie di turisti. Intanto le feste nel “salotto buono” di Suvereto si distinguono per il servizio a tavola senza l’uso della plastica, poi per la cucina ormai supercollaudata della sagra del dicembre che sta avvicinandosi al mezzo secolo di vita.
È tutta basata sul volontariato, ma per qualcuno lo è molto di più perché è inevitabile il coinvolgimento e l’impegno non indifferenti per predisporre un menù e organizzazione. Col porcino infatti c’erano due antipasti, le boscaiole, quei buonissimi gnocchetti con una crema di funghi e salsiccia, le lasagne ai porcini, poi le belle cappelle di funghi arrosto, oppure fritti, da soli o in contorno a bistecche di manzo e maiale che non hanno tenuto mai ferma la griglia. Dietro le quinte del Chiostro, quindi, è tutto un lavorio che raggiunge un’efficienza incredibile.
Si potrebbero fare tanti nomi, ma, limitandosi ai più “vecchi” pensiamo a quello che fa Marta (bastano i nomi e capiscono tutti) alla regia della cucina da anni, correndo da una parte all’altra, alzando i coperchi per controllare le cotture. Parlavamo di bistecche e viene a mente la classica espressione di Mario e degli altri volontari che si alternano davanti al fuoco vivo, così come nel settore lavastoviglie l’immancabile e infaticabile Nanni che sforna piatti fra un richiamo sempre risoluto a chi deve asciugare… E con loro decine di altri che servono in tavola, alle casse e così via.
È un po’ il fenomeno che regge le associazioni del volontariato che hanno contributo in modo determinante al progresso delle cittadine, riuscendo a farle uscire dal torpore e il quasi isolamento di un tempo. C’era già la sagra del cinghiale, ma d’estate nessuno dava credito a Suvereto come centro di attrazione turistica, poi qualcuno si intestardì a creare qualcosa anche a luglio e agosto ed ecco le tante manifestazioni di successo, a cominciare dalle serate medievali (luglio), Calici di stelle (10 agosto) il Palio dell’Imperatore (13 e 14 agosto), la serata dell’ospite (17 agosto).
A volte si sentono polemiche sulla presunta concorrenza ai ristoratori: «La realtà è che anche in occasione di feste gastronomiche come il quella del porcino – commentava un dirigente dell’EVS – i ristoranti erano pieni ben più delle sere quando non c’è in programma nulla. C’è infatti chi non ha trovato posto o ha cercato un qualcosa di diverso. Morale, le iniziative portano occasioni per tutti e lavorando magari insieme si raggiungono meglio certi risultati».
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