Lutto
La crisi investe anche il comparto della nautica da diporto
La crisi che sta investendo la nazione ha ovvie ripercussioni sulle vacanze degli italiani e la nautica non fa eccezione. I dati degli approdi elbani e delle agenzie nautiche confermano un calo...
La crisi che sta investendo la nazione ha ovvie ripercussioni sulle vacanze degli italiani e la nautica non fa eccezione. I dati degli approdi elbani e delle agenzie nautiche confermano un calo sensibile delle presenze delle imbarcazioni comprese tra 12 e 24 metri di lunghezza, storicamente le classi più rappresentate nell’armatoria da diporto nazionale. La diminuzione di presenze italiane sull’isola è parzialmente compensata dall’aumento degli stranieri e dalle navi charter che propongono nuovamente la presenza di un turismo di elite all’Elba, non sempre pronta a gestire questa nuova clientela. Oltre ai soliti Tedeschi sono molto rappresentati i Russi, ma questa pur preziosa presenza, non riesce a colmare il “buco” prodottosi soprattutto nel mese di giugno e inizio luglio (si prevede un 20 % in meno a fine stagione). Le cause della diminuzione della presenza degli italiani sono molteplici, soprattutto legate al clima di incertezza che investe l’economia del paese, senza trascurare l’aumento diretto e sensibile dei costi legati al carburante ed alle tasse di stazionamento per le imbarcazioni superiori ai 10 metri. Secondo gli operatori del settore, questo troverebbe conferma negli attracchi riscontrati nei paesi limitrofi nostri concorrenti diretti, come Croazia, Costa Azzurra e, nel caso dell’Elba, soprattutto la Corsica. Molti pongono anche l’accento sulla concorrenza interna, rappresentata da un notevole aumento dei posti barca sulla costa che guarda l’arcipelago. Rimane il dato significativo dell’aumento della presenza qualificata degli stranieri.
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