Il Tirreno

Crisi, Piombino punta sul “decreto sviluppo”

di Nicola Stefanini

Rossi candida il comparto siderurgico per i sostegni previsti dal governo Monti in ballo finanziamenti e interventi di riqualificazione e riconversione produttiva

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PIOMBINO. La Toscana candida Piombino a far parte del gruppo di aree italiane che potrebbero beneficiare degli interventi di riqualificazione e riconversione produttiva previsti nel cosiddetto “decreto sviluppo” (Dl 83/2012) messo a punto dal governo Monti. La candidatura del polo industriale piombinese è stata affidata a una lettera che il presidente della Regione Enrico Rossi ha indirizzato al premier Mario Monti e al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera; lettera sottoscritta anche dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà e dal sindaco Gianni Anselmi.

Nella lettera viene sommariamente illustrata la situazione di profonda crisi delle fabbriche siderurgiche piombinesi, con in primo piano il ricorso ai contratti di solidarietà e - come si legge - la «continua emorragia finanziaria di Lucchini» alla quale si è aggiunta anche «la crisi della Magona e di altri fornitori della filiera, con fermi impianti estivi tali da pregiudicare la ripresa produttiva autunnale». A seguire, la lettera ricorda anche il valore strategico del polo siderurgico piombinese e la necessità della «difesa del patrimonio industriale - come si legge - e il rilancio della sua competitività, anche in chiave di sicurezza degli impianti e di tutela ambientale». Non per ultimo viene quindi illustrato il quadro dei progetti e degli interventi (per esempio il cosiddetto Progetto Piombino) che Regione, Provincia e Comune hanno di recente sottoscritto e che prevede interventi sulle bonifiche, il riutilizzo di aree pubbliche, l’accessibilità al porto e altro, tutto finalizzato ad arginare la crisi e sostenere la ripresa.

«Il presidente Rossi – dice il sindaco Anselmi – ha dato seguito a quanto annunciato pochi giorni fa alla firma del Progetto Piombino. È un’iniziativa importante e per nulla scontata. L’obiettivo è candidare Piombino come area toscana da inserire fra quelle che il “decreto sviluppo” indica come colpite da crisi industriale complessa e verso le quali indirizzare progetti e fondi pubblici per avviare una riconversione e riqualificazione produttiva. La linea da seguire – dice ancora Anselmi – è da una parte la tenuta del polo siderurgico, la difesa del presente e dall’altra associare progetti per il riuso delle aree industriali dismesse, lo sviluppo del porto, la ricerca di idee per attrarre investimenti».

La candidatura piombinese, che ora è sul tavolo di Monti e Passera, dovrà attendere adesso che il Ministero dello sviluppo economico, attraverso un tavolo interministeriale, metta a punto il decreto attuativo che individui le linee, gli strumenti d’intervento e le dotazioni economiche per concretizzare il dettato del “decreto sviluppo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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