Sicurezza
Industrie: riconversione e riqualificazione per Piombino
Lettara di Rossi, Kutufà e Anselmi al premier Monti per candidare il polo siderurgico agli interventi previsti nel decreto sviluppo
Il polo siderurgico di Piombino, con la Lucchini e la Magona, sia candidato per un progetto di riconversione e riqualificazione produttiva, capace di offrire una soluzione complessiva alle varie crisi aziendali, affrontando allo stesso tempo le questioni infrastrutturali, ambientali ed energetiche. È la proposta formulata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, insieme al presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà e al sindaco di Piombino Gianni Anselmi, in una lettera congiunta al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera in cui chiedono l’attivazione di un apposito tavolo interistituzionale. «Malgrado l’attenzione del Governo sia giustamente indirizzata in questi giorni sul caso Ilva di Taranto - si legge nel testo - anche la realtà di Piombino non può tuttavia prescindere da un intervento di politica industriale. Quella di cui si parla è infatti una realtà che coinvolge circa 6 mila lavoratori, con la presenza di gruppi industriali quali Lucchini, Magona e Tenarsi Dalmine». Secondo Rossi, Kutufà e Anselmi, «la crisi simultanea sia di un intero settore che di imprese di varie dimensioni, nonchè la presenza di questioni infrastrutturali, ambientali ed energetiche non risolvibili solo con risorse e competenze di carattere regionale, comporta la necessità di un coinvolgimento del governo e la concreta possibilità di attivare un progetto complessivo».
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