Sicurezza
«Giù le mani dal nostro tribunale»
Segnini: Piombino e Cecina litigano, ma la sede serve a noi
MARINA DI CAMPO. «Se per il tribunale litigano tra Cecina e Piombino, allora noi elbani che dovremmo fare?».
Vanno Segnini, primo cittadino di Campo nell’Elba nonché presidente della Conferenza dei sindaci, dice la sua a proposito del rischio di taglio della sede distaccata del tribunale di Portoferraio. La scorsa settimana le commissioni giustizia del Senato e della Camera hanno espresso un parere sulla bozza di decreto del governo che, in assenza di modifiche, prevede la chiusura degli uffici giudiziari di Portoferraio, Piombino e Cecina. La commissione del Senato ha indicato esplicitamente Portoferraio tra le sedi da salvare, assieme a Cecina e ad un’altra trentina di sezioni. Alla Camera, invece, si sono inseriti nel parere criteri generici, tra i quali l’insularità, per il mantenimento per 5 anni delle sedi a rischio. «Se si parla di salvare Cecina, viene da sé che anche l’Elba non possa essere tagliata. Da Cecina e da Piombino basta un po’ di macchina per arrivare a Livorno, mentre per noi recarsi in tribunale nel capoluogo di Provincia vorrebbe dire perdere una giornata intera di lavoro». Il timore è che, non avendo trovato l’intesa politica per formulare un unico parere tra Camera e Senato, si rischi di perdere incisività nei confronti del ministro Severino che, a giorni, dovrà sciogliere le riserve e prendere una decisione sulle sedi da salvare e su quelle da chiudere. «Tagliare la sede di Portoferraio sarebbe un grave errore – spiega il presidente della Conferenza dei sindaci – ma, nonostante Camera e Senato abbiano formulato pareri diversi, continuo ad essere fiducioso».
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