Il dolore
Affonda peschereccio in porto
I pescatori: «La darsena non è sicura, incontreremo la capitaneria»
PIOMBINO.
Erano circa le otto di sera di lunedì quando la sala operativa dell’ufficio del circondariale marittimo ha ricevuto una chiamata via vhf da parte di un peschereccio di stanza a Piombino che riferiva di aver notato il motopesca “Ippocampo” andare a fondo nella darsena pecherecci del porto. Immediatamente sono scattate le procedure di intervento, coordinate dalla guardia costiera. I militari, guidati dal comandante Rendina, hanno subito contattato e allontanato le imbarcazioni vicine per agevolare le operazioni di recupero e prevenire i rischi di eventuali incendi visto l’ingente quantitativo di carburante sversato dall’ “Ippocampo” durante l’affondamento. Nel frattempo è stata allertata anche la ditta di disinquinamento del porto che ha proceduto a delimitare lo specchio acqueo con panne galleggianti e a gettare in acqua fogli assorbenti.
Le cause dell’affondamento del peschereccio sono ancora oggetto di indagini, ma fanno aumentare la preoccupazione dei pescatori che da tempo lamentano la scarsa sicurezza di quella zona del porto. Con i lavori in corso per la costruzione del nuovo molo all’interno del porto, secondo quanto affermano diversi pescatori, la darsena Magona è diventata una sorta di imbuco in cui viene incanalata molta acqua e le imbarcazioni spesso sbattono sulle banchine. Una situazione che preoccupa chi lavora sui pescherecci al punto da affermare che presto richiederanno un incontro con l’autorità portuale e la capitaneria per trovare una soluzione.
«Si formano spesso molte onde – dicono i pescatori – Bisogna trovare una soluzione prima dell’inverno. È una questione di sicurezza non solo per le barche ma anche di chi si trova a bordo».
Ludovica Monarca
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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