Montecristo, trovata l’antica chiesa sepolta da una frana
Scoperta sull’isola da una squadra di ricercatori elbani che hanno localizzato il sito e rinvenuto un prezioso calice
MONTECRISTO. Quella chiesa antica a Montecristo esisteva solo sulle carte. Fino a quando, lunedì, una squadra di ricercatori diretta dall’architetto Silvestre Ferruzzi e composta da Gloria Peria (coordinatrice degli archivi storici elbani), Bernadette Pintacuda (docente di Storia dell’arte), Luca Giusti (guida ambientale), Costanza Ferruzzi (fotografa naturalistica) e Maurizio Balestrini (agronomo), insieme alla collaborazione di Umberto Segnini (guida ambientale del Pnat) l’ha riscoperta, definendo l’ubicazione del sito, i cui ruderi furono sepolti da una frana nel 1992.
La ricerca è iniziata dall’osservazione di una dettagliata cartografia di Montecristo rilevata nell’estate 1902 dai tecnici dell’Istituto geografico militare e recentemente individuata da Giorgio Giusti, delegato alla Cultura del Comune di Campo nell’Elba. Nell’agosto del 1852 lo storico elbano Vincenzo Mellini Ponçe de Léon, durante una sua visita a Montecristo, scrisse che «altri avanzi di fabbriche si veggono ad un ottavo di miglio dal mare nella vallata di S. Maria. È un piccolo edifizio rettangolare, le cui pareti sono tutte di pietre scalpellate. Alcuni ritengono che fosse un tempietto dedicato alla Vergine Maria N. S.».
La chiesetta di Santa Maria si trovava di fronte alla Cala di Santa Maria, a 22 metri sul livello del mare e a 130 metri di distanza dalla spiaggia, nell’area investita da una frana di enormi massi che rase completamente al suolo i ruderi della struttura (28 settembre 1992). Nello stesso sito i ricercatori hanno osservato resti di vasellame insieme ad embrici e tegole appartenenti alla copertura del piccolo edificio; ma il più interessante ritrovamento è costituito da un calice frammentario in finissimo vetro azzurro, databile ad età altomedievale, che è stato immediatamente consegnato ai custodi dell’isola (Giorgio Marsiai e Luciana Andriolo) affinché possa essere collocato nel piccolo museo dell’isola.
«L’ubicazione della chiesetta di Santa Maria – spiega Silvestre Ferruzzi – è compresa in un piccolo altopiano posto tra due corsi d’acqua che sfociano nella Cala di Santa Maria».
La datazione della chiesetta potrebbe ben collocarsi nel periodo di massimo splendore dell’Abbazia di San Mamiliano, che domina tuttora dalle vette di Montecristo il mare circostante.
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