Sicurezza
Fulminato da un infarto dopo un incidente in auto
Marino Colombi muore sulla strada mentre attende la polizia municipale Meccanico, calciatore di valore. Costruì il “volano” per le immersioni di Mayol
CAPOLIVERI. Se l’uomo-delfino Jacques Mayol riuscì a scendere in apnea fino a 105 metri di profondità il merito fu anche un po’ suo. Marino Colombi usò la sua maestria per costruire il “volano”, un attrezzo ottenuto dal manubrio di una vecchia Cinquecento che serviva per calibrare la discesa in acqua del subacqueo francese, che in quegli anni si allenava immergendosi nelle acque di Pareti. Ieri il meccanico dalle mani d’oro, una delle facce più conosciute di Capoliveri, è morto. Colto da un infarto fulminante dopo che, pochi minuti prima, era rimasto coinvolto in un piccolo incidente automobilistico in località Gualdo, nella strada che da Naregno va verso il paese. Intorno alle 15,50 Marino stava rientrando a Capoliveri in macchina quando, per cause da accertare, si è scontrato con un’auto che stava uscendo da una stradina laterale. L’impatto non è stato un granché, tanto che l’ex meccanico è andato avanti un’altra trentina di metri, prima che una gomma si schiantasse. Il 69enne ha aperto la portiera, è tornato indietro a piedi, si è messo a discutere con il conducente dell’altra macchina. Dopo pochi attimi erano assieme, sulla strada, ad aspettare l’arrivo dei vigili urbani quando Marino, forse per l’agitazione dovuta all’inconveniente, è stato colto da un malore fulmineo. Si è accasciato a terra, i soccorsi sono stati chiamati subito. Ma quando gli uomini della Pubblica assistenza di Capoliveri sono arrivati sul posto le condizioni dell’uomo erano già disperate. E i lunghi tentativi di rianimazione si sono dimostrati vani.
Colombi è morto in mezzo alla strada, gettando nello sconforto tantissime persone che lo conoscevano.
Del resto, fino a quando ha lavorato come meccanico nell’officina all’ingresso di Capoliveri, quella di Marino era la prima faccia che si incontrava arrampicandosi per il paese. E l’ex meccanico non è stato certo un personaggio passato inosservato. Per anni è stato bandiera della squadra di calcio di Capoliveri. Ala sinistra dal mancino imprevedibile, giocatore rimasto nella memoria collettiva elbana assieme ai fratelli Dilio e Desio. Dopo la fine della carriera è stato dirigente della società sportiva. Il rapporto con Mayol è un’altra pagina indelebile per Capoliveri. Marino lascia la moglie Luciana e i figli Emiliano, Antonello e Dario.
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