Il Tirreno

Strada chiusa per la spiaggia dei Salandri

di Stefano Taglione
Strada chiusa per la spiaggia dei Salandri

Ennesima denuncia di Legambiente: cumuli di rami e sterpaglie ostruiscono in più punti il sentiero di Marina di Campo

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MARINA DI CAMPO. Ammassi di rami e rovi. Transenne che delimitano un’ipotetica proprietà privata sistemate nella pancia del sentiero, per ostruire l’accesso principale che porta a Galenzana e ai Salandri. È solo l’ultimo caso di spiaggia negata - stavolta nel territorio campese - che alcuni escursionisti hanno segnalato a Legambiente.

La zona chiusa a bagnanti e trekkers è un simbolo delle lotte che, in passato, gli ambientalisti hanno condotto verso chi, con prepotenza, vietava l’accesso alla costa per interessi privati. Questa volta qualcuno ha chiuso il sentiero principale che, dalla via che collega Marina di Campo e Galenzana, scende fino alla spiaggia del Salandro. L’arenile, tuttavia, è raggiungibile da un’altra strada scoscesa e pericolosa (come le altre ora ostruite), che parte pochi metri prima della discesa per Galenzana. Il sentiero potrebbe essere stato chiuso per impedire l’accesso a due edifici, di cui uno abbastanza recente e un altro, un’ex fornace, ristrutturata da poco, che si trovano proprio sopra i Salandri e a pochi metri dalla strada ostruita. Una delle due costruzioni, quella più datata, fino a qualche anno fa fungeva da magazzino, ed è stata più volte presa di mira dai vandali. Nella zona recintata, sorvegliata da telecamere, vi sono tracce del passaggio di mezzi cingolati, utilizzati probabilmente per dei lavori di scavo.

I volontari di Legambiente, che domenica hanno trovato gli accessi ostruiti, non hanno dubbi sulla legalità dell’operazione. «Le ostruzioni - scrive il Cigno Verde - impediscono l’accesso alla spiaggia dei Salandri e la percorrenza di un sentiero pubblico e cartografato. Si tratta di una violazione della sentenza della Corte di Cassazione del 16 febbraio 2001, che tutela l’accesso pubblico a tutte le spiagge e alle coste. Inoltre - proseguono gli ambientalisti - lungo il sentiero più a monte dove è stato deviato il transito di trekkers e bagnanti, sono stati eseguiti lavori di ampliamento, forse in zona B del Parco Nazionale, con lo scarico del materiale nella vegetazione sottostante. Cittadini e turisti segnalano anche lavori in corso nell’azienda agricola “Calenzana” agriturismo (sempre in zona B) e movimenti intorno all’ex fornace».

Legambiente chiede al sindaco di Campo nell’Elba «se l’ostruzione del sentiero sia stata autorizzata» e come l’amministrazione «intenda ripristinare il diritto all’accesso alla spiaggia, alla costa e la percorrenza del sentiero costiero». Gli ambientalisti si rivolgono anche al neo-presidente del Parco Nazionale, Giampiero Sammuri, chiedendo «se i lavori effettuati, ed eventualmente in corso nella zona B di Galenzana, abbiano ricevuto le necessarie autorizzazioni, se siano conformi alle stesse e se abbiano ricevuto il nullaosta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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