Il dolore
Sbagliò l’ intervento, sospensione in arrivo
La cagnolina Maya morì tra atroci dolori dopo una sterilizzazione. Il veterinario rischia sei mesi di stop
PIOMBINO. È in arrivo la sospensione per il veterinario che nel maggio scorso operò una cagnetta di nemmeno un anno, morta pochi giorni dopo per infarto addominale.
È questa la decisione presa dal consiglio dell’Ordine dei medici veterinari per il dottor Antonio Esposito: il periodo di sospensione andrà da uno a sei mesi.
Il caso di Maya, questo il nome della cagnolina, aveva colpito tutta la città, tanto da essere ancora oggetto di dibattiti e supposizioni su diversi social network.
Era una sera di metà maggio, quando Maya venne portata dallo stesso Esposito da un altro veterinario a Cecina, Marco Melosi, in condizioni disperate con fortissimi dolori addominali. Melosi fece il possibile per salvare la cagnolina, ma era troppo tardi. Esposito dichiarò che la cagnolina gli era stata consegnata dal padrone preoccupato per le condizioni di Maya dopo che era stata operata per una sterilizzazione da un presunto veterinario romeno a un prezzo stracciato. Per vederci chiaro il dottor Melosi effettuò un’autopsia. Il risultato fu sconvolgente, tanto da portarlo a definire l’operazione «l’opera di un macellaio». La povera bestia aveva infatti un metro di intestino in necrosi, in quanto l’intestino era stato tagliato e malamente ricucito alle due estremità. Non solo: erano stati recisi anche i vasi sanguigni.
I carabinieri si misero subito in azione per scovare il presunto veterinario colpevole, salvo poi scoprire anche grazie alla dichiarazione dei proprietari di Maya, Emanuele e Rosa del Giudice, che non esisteva nessun romeno e nessun ambulatorio veterinario fittizio: la cagnolina era stata affidata dai padroni a Esposito, ed era stato lui a compiere la sterilizzazione.
Contro la sospensione decisa dall’Ordine dei medici veterinari Esposito ha un mese di tempo per fare ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
Non ci sono novità invece sulla denuncia fatta dai proprietari di Maya contro il veterinario piombinese per truffa, maltrattamenti e occultamento del corpo del cane.
«Non so nemmeno dove l’ha sepolta – dice il padrone di Maya – il dottore mi ha detto che ci avrebbe pensato lui gratuitamente per farci un favore, ma poi è sparito e non so più nulla nemmeno su questo aspetto».
Emanuele del Giudice e sua moglie Rosa sono ancora colpiti da quel che è successo. Maya era il loro primo cane e vogliono sapere la verità, trovare giustizia.
Ludovica Monarca
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