Sicurezza
Asl invia le multe ai “furbetti del ticket”
Operazione con la Guardia di finanza e la Procura: contestazioni a chi ha taroccato il reddito per non pagare visite ed esami
LIVORNO. Caccia ai furbetti del ticket sulla sanità. L’Asl 6, insieme alla Guardia di finanza e alla Procura della Repubblica, per la prima volta ha avviato un percorso sanzionatorio nei confronti di quei cittadini che hanno autocertificato di avere un reddito inferiore a quello effettivamente percepito così da ottenere la completa esenzione dal pagamento dei ticket sanitari.
Grazie a questa operazione, finora avviata per l’anno 2010, l’Asl ha già “smascherato” su tutto il territorio provinciale circa cinquanta casi di dichiarazioni taroccate, e conta di rilevare almeno un centinaio di casi per ogni anno a cui si riferiscono i controlli.
Operazione congiunta Asl 6, Guardia di finanza e Procura. «Abbiamo fatto un accordo - spiega l’avvocato Luca Cei, direttore dell’unità operativa affari legali dell’Asl 6 - per cui mandiamo alla Guardia di finanza tutte le autocertificazioni di quelle persone che hanno dichiarato un Isee tale da ottenere l’esenzione totale dal pagamento delle prestazioni sanitarie». Finora la fascia di accertamenti riguarda l’annata 2010, ma l’Asl ha intenzione di proseguire le verifiche anche per gli anni successivi.
I controlli delle Fiamme gialle. «La Guardia di finanza - prosegue Cei -, che tra l’altro ha operato in tutte le quattro zone della provincia, si è occupata di verificare se quelle persone che hanno autocertificato una situazione finanziaria tale da non dover pagare i ticket sanitari avessero o meno il titolo per farlo». In pratica si è trattato di capire se ci fosse corrispondenza fra le dichiarazioni presentate dai cittadini e la loro effettiva condizione economica. E sono sbucati fuori diversi nomi di cittadini “furbetti” che, per evitare di pagare il ticket sanitario, devono aver compilato l’autocertificazione in modo non corretto, dichiarando una fascia di reddito inferiore a quella a cui realmente appartengono.
L’intervento della Procura della Repubblica. Fatta una lista dei “casi sospetti” la Guardia di finanza ha inviato i materiali alla Procura, «che ha individuato il tipo di sanzione che è possibile applicare in questi casi», spiega Cei. Poi l’ufficio del Gip si occupa di inviare all’Asl l’elenco dei “furbetti”.
Così l’Asl 6, come si legge nella delibera 447 a firma del direttore generale Monica Calamai, sulla base dell’articolo 316 ter del codice penale (Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato) ha avviato la procedura per prevedere sanzioni amministrative nell’ambito delle attività di recupero credito.
L’Asl ha quindi delegato l’ufficio legale ad applicare le sanzioni e a seguire l’intero iter di riscossione.
Inviate le prime 25 contestazioni. L’azienda sanitaria locale ha già ricevuto dalla Procura i primi 25 nominativi di “furbetti del ticket”, provvedendo ad inviare a casa le contestazioni. «Sappiamo che per il 2010 - dice Cei - la Guardia di finanza ha già individuato circa 50 casi, che dovrebbero raddoppiare».
Cosa può fare il cittadino che riceve la contestazione di mancato pagamento? «Può pagare la sanzione in forma ridotta - conclude Cei - oppure può inviare all’Asl scritti difensivi in cui contesta la nostra contestazione. Se l’azienda non ritiene fondati questi documenti provvederà a inviare a i cittadini in questione l’ingiunzione di pagamento».
Cei sottolinea la validità di questa operazione: «Ha un significato importante nella lotta all’evasione, è la prima volta che c’è questa collaborazione Asl, Guardia di finanza, Procura, che proseguiranno nei controlli».
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