Sicurezza
Altro che Londra, ecco le Olimpiadi di San Vincenzo
Centinaia di bambini si sfidano ogni estate Il motto della manifestazione: «Sii felice»
SAN VINCENZO. Chi l’avrebbe mai detto che a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi sarebbero stati Luca, di 14 anni, e Veronica, di 11 anni?
Vi chiederete: stiamo parlando di Londra 2012? No. Parliamo della sesta edizione delle Olimpiadi di San Vincenzo, svoltesi dal 23 al 26 luglio sulla spiaggia della Conchiglia. Nata nel 2007, la manifestazione è arrivata, quest’anno, ad ospitare ben 75 tra bambini e bambine italiani, europei ed extraeuropei tra i 6 ed i 14 anni. Al motto di “l’importante non è vincere, ma partecipare”, il nostro De Coubertain viene da Borgo Sesia, paesino di 15mila abitanti in provincia di Vercelli, ha 72 anni ed è stato proprietario di un bar, nel suo paese, per oltre 25 anni. Si chiama Roberto Grisoliti, ed è lui ad aver ideato ed organizzato, dal 2007 ad oggi, quest’evento che sa davvero d’altri tempi. Lo troviamo nel cortile della sua casa, davanti alla Torre di San Vincenzo, in cui trascorre, dal 1981, le settimane estive a cavallo tra luglio e agosto. Capelli bianchi e occhi cerulei, fiera magrezza ricoperta da una pelle bruciata dal sole, Roberto ci racconta l’avventura delle Olimpiadi di San Vincenzo.
«Nel 2007 – dice Grisoliti – i miei nipoti avevano rispettivamente 9 e 13 anni, e spesso sulla spiaggia si annoiavano. Fu in quel momento che nacque in me l’idea delle Olimpiadi, idea che ho potuto realizzare grazie al supporto di tante persone». Eh sì, perché i Giochi Olimpici sanvincenzini hanno giudici ufficiali, cronometristi e quant’altro. Si parte dall’orobica Grazia Oberti (che cura risultati e tabelloni), per passare al fiorentino Alfredo Scappini (il giudice di gara), finendo con il partenopeo Vincenzo Stornaiuolo e il fiorentino Lapo Viligiardi, i cronometristi ufficiali. Si aggiunge allo staff il piombinese Stefano Pecchia, che ha preparato i diplomi per i partecipanti.
«Con gli anni – dice Roberto Grisoliti – i partecipanti sono sempre aumentati, e nel 2011 e quest’anno c’è stato un boom di iscrizioni. In queste ultime estati, mi hanno dato un contributo per le coppe e le medaglie il Comune di San Vincenzo, l’Arci Pesca locale, Antonella del negozio ‘Tutto per i capelli’ e Sergio e Claudio, i padroni dello stabilimento balneare ‘La Conchiglia’, che ci hanno aiutato sempre, fornendoci l’acqua per i campi di gara, i pedalò per le competizioni e molto altro».
Ma attenzione: non tutto è così semplice. Le regole del signor Roberto sono ferree: non bestemmiare né dire parolacce, rispettare l’avversario, non allontanarsi dal luogo delle gare finché la competizione non sia terminata. Si respira un’aria antica e pulita tra le gare dei 50 e 100 piani, del salto in lungo, del nuoto e tutto il resto. Accanto al campo di gara spicca un cartellone, con scritte queste parole: “E quando è finita sorridi e sii felice, qualunque risultato tu abbia ottenuto, perché hai gareggiato e ti sei divertito, mentre tanti (troppi) bambini al mondo non possono farlo. Buon divertimento!”. A sentirlo parlare della sua creatura, Roberto è a tratti commosso e commovente, e, filtrata da un romanticismo purtroppo fuori epoca, la sua ostinazione e la serietà nello spiegare l’importanza dell’Olimpiade della Conchiglia sa tanto di missione, di passione, di amore per lo sport, la vita e i bambini.
«Amo i bambini – spiega Roberto – e lo sport. C’è tanto bisogno, ora, di cose pulite, educative e ricreative allo stesso tempo. Cerco di fare, nel mio piccolo, tutto quello che posso». Arriva, tra gli hurrà e gli applausi dei centinaia di turisti che assistono all’Olimpiade sulla spiaggia, il momento di passare il testimone ai campioni di Londra che tanto fanno sognare i bambini della Conchiglia. Ed ecco giungere da lontano, nel silenzio improvviso, le note dell’Inno di Mameli, fuoriuscenti dal flauto traverso di Gregorio, 10 anni. È il 26 luglio. Il testimone, il giorno successivo, passa idealmente a Londra 2012, che lo restituirà a Roberto e ai suoi bambini nel prossimo luglio. E i sorrisi dei piccoli, al solo pensiero, fanno ardere il braciere olimpico di gioia e speranza.
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