Sicurezza
Affittano una villa inesistente, truffati decine di turisti
SAN VINCENZO. L’annuncio era stato pubblicato da un quotidiano di Rho: in affitto una villa con piscina, per 10-12 persone, in via dello Storione numero 2 a San Vincenzo, in zona Conchiglia. Peccato,...
SAN VINCENZO. L’annuncio era stato pubblicato da un quotidiano di Rho: in affitto una villa con piscina, per 10-12 persone, in via dello Storione numero 2 a San Vincenzo, in zona Conchiglia. Peccato, però, che lì non esiste alcuna villa con piscina, ed i soldi versati per la caparra da decine di persone sono finiti in un conto bancario spagnolo e, da lì, ad altri conti sparsi per l’Europa.
Ce ne hanno dato notizia il giornalista comasco Fabrizio Barabese e il varesino Luca D’Averio, amico di una coppia lombarda truffata. Le decine di persone cadute nella rete di quelli che paiono essere truffatori professionisti, avevano già versato la caparra richiesta: chi mille euro, chi duemila, chi tremila. Quando alcuni di loro sono giunti sul posto, al numero 2 di via dello Storione, ed hanno suonato il campanello, si sono visti aprire la porta da un’anziana signora che lì risiede da molti anni. Niente da fare: né villa con piscina né tanto meno villa.
«Hanno inviato il contratto d’affitto – racconta il varesino Luca D’Averio – via internet. Un contratto a prima vista serissimo, con molte clausole, firmato e controfirmato. Ci hanno lasciato un numero di cellulare e un nome fittizio. Nei quindici giorni precedenti al giorno d’inizio del contratto d’affitto, a quel numero di cellulare non rispondevano più. Il bello è che hanno descritto la zona e tutto il paese di San Vincenzo in modo assolutamente rispondente alla verità». «Via internet, poi, rispondevano ad ogni domanda o dubbio e sempre in modo esaustivo e celere. In un primo momento – prosegue D’Averio - non hanno dato adito a dubbi, anche perché informavano sulle quisquiglie, tipo la presenza nella villa di una macchina da caffè da 8 e cose di tale sorta. Poi, improvvisamente, sono spariti dalla circolazione. Non rispondevano più né via e-mail né al cellulare».
Sembra che si tratti di veri e propri professionisti della truffa, e, da ciò che si è appreso dalle forze dell’ordine, che non sia la prima volta che fanno cadere nella loro rete molte persone. A quanto pare, molti dei truffati avrebbero sporto da giorni denuncia alle autorità lombarde, che stanno indagando sul caso.
Paolo Federighi
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