Sicurezza
Muore mister Unicum per un malore in acqua
Peter Zwack era il patron del famoso liquore, e da 30 anni viveva a Bolgheri Inutile al Calidario l’intervento del medico e l’uso del defibrillatore
VENTURINA. Tragedia nelle acque del Calidario dove è morto per un malore Peter Zwack, ungherese di 85 anni, creatore di uno degli amari più esportati al mondo, l'Unicum.
Zwack ha accusato il malore mentre faceva il bagno intorno alle 22,15 di sabato, inutile l’intervento di un medico e l’uso del defibrillatore.
Bolgherese d’adozione da circa 30 anni, da quando cioè decise di fermarsi dopo quella che doveva essere una breve vacanza, era letteralmente innamorato dei nostri luoghi. Aveva scelto Bolgheri e il casale del Podere Ugo, dove abitava con la famiglia
In paese era molto conosciuto, era spesso al suo bar per leggere i giornali e scrivere memorie, nomi, aneddoti tutti racchiusi nei suoi libriccini segreti. Custodi di una vita piena di emozioni.
E ancora ne cercava, uomo sempre disposto ad aiutare il prossimo, un uomo forte che aveva sconfitto la persecuzione del regime fuggendo dal suo Paese durante la seconda guerra mondiale senza poterci rientrare per molto tempo.
Scappato in Jugoslavia riuscì a raggiungere Trieste a piedi e da lì iniziò la sua avventura, umana e imprenditoriale. In Italia e negli Stati uniti d'America dove è stato ambasciatore per l'Ungheria.
Pieno di energie nonostante l'età, dinamico e solare, non smetteva mai di proporre nuove idee. Recentemente aveva affrontato un viaggio in India con la moglie Anne e i figli Sandor e Izabella e ne era tornato entusiasta. Non si annoiava mai e con la moglie condivideva il grande amore per gli animali. Nella loro casa di Bolgheri, oltre a una decina di cani, la maggior parte trovatelli, accoglievano ogni animale bisognoso. Proprio ieri Mister Zwack aveva adottato un beagle salvato da Green Hill.
Un'icona di forza e successo conquistati con tanta tenacia e determinazione, la stessa che ha usato per trasformare la ricetta del nonno, in un marchio internazionale. E poi il legame non ultimo con Firenze, l'altra città che un po' lo ha adottato e dove ha conosciuto la moglie inglese. E dove coltivava l'altra sua immensa passione: la Fiorentina. Tifoso instancabile, finché ha potuto non ha mai rinunciato a seguire una partita della Viola all'Artemio Franchi.
Era sempre lì, nella gioia e nella sofferenza, fedelissimo alla sua squadra, tanto che ai tempi del passaggio ai Della Valle, c'era anche lui in lizza per l'acquisto. E adesso restano i ricordi, tanti, intensi, indelebili per la famiglia e chi l'aveva conosciuto e anche per chi solamente, una volta per caso, aveva incrociato il suo sguardo e i suoi grandi occhi azzurri. Oggi la camera ardente a San Antonio e domani, nel pomeriggio i funerali.(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
