Il Tirreno

Carcere, ancora un’aggressione

Carcere, ancora un’aggressione

Agenti picchiati, un detenuto tenta il suicidio. Cgil: «Il penitenziario va chiuso»

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PORTO AZZURRO. Ha provato a innescare un incendio nella sua cella. Ma, quando, gli agenti della penitenziaria hanno provato a salvarlo li ha affrontati, armato di sgabello e di una lametta. Ha colpito più volte un agente e un ispettore. È questo, in sintesi, l’ennesimo episodio di violenza accaduto all’interno del carcere di Porto Azzurro, denunciato dal sindacato Fp Cgil che, solo pochi giorni fa, aveva lanciato l’allarme sulle condizioni a rischio del penitenziario elbano.

La nuova aggressione si è verificata venerdì, con protagonista un detenuto nordafricano della struttura - già trasferito in passato all’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo per gravi atti di violenza verso gli altri e verso se stesso. Il primo agosto è stato riportato a Porto Azzurro.

Gli agenti aggrediti «nonostante le ferite riportate – raccontano dalla Cgil – refertate e richiedenti giorni di prognosi, hanno fatto immediato rientro in servizio per non lasciare i propri colleghi in condizioni di maggiori difficoltà».

I sindacati hanno infatti da tempo sollevato le difficoltà di gestione del carcere elbano, che ospita 500 detenuti. Nel turno pomeridiano, successivo all’aggressione, l’istituto poteva contare sulle forze di sole nove unità di polizia penitenziaria. «I nove agenti – raccontano da Cgil – in assenza di personale graduato, hanno inoltre dovuto far fronte all'esaurimento dell'acqua dei pozzi dell'istituto a partire dalle 18. Il tentativo di riportare la calma nel padiglione “a ballatoio”, che ospita in un contesto da girone dantesco oltre 300 detenuti, inizialmente riuscito, è risultato vano con il dilagare della protesta negli altri reparti dell’istituto e nell'impossibilità, per i nove agenti, di dare risposta anche al solo bisogno primario, insopprimibile e non rinviabile di dissetarsi in una giornata trascorsa sul filo dei 40 gradi».

E infatti il disagio è proseguito la notte, quando un altro detenuto nordafricano ha tentato il suicidio per impiccagione. «I pozzi d'acqua sono vuoti, la misura della sopportazione dei detenuti e dei lavoratori è ormai colma – dicono dal sindacato – il carcere di Porto Azzurro deve essere oggetto di un immediato provvedimento di chiusura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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