Il Tirreno

il caso

Pianosa, a giorni le analisi dell’Asl

PIANOSA. L’Asl è pronta ad effettuare nuove analisi all’acquedotto di Pianosa. In caso di esito positivo, dal 10 agosto sull’ex Isola dei Diavolo potrebbe tornare totalmente operativo il punto di...

2 MINUTI DI LETTURA





PIANOSA. L’Asl è pronta ad effettuare nuove analisi all’acquedotto di Pianosa. In caso di esito positivo, dal 10 agosto sull’ex Isola dei Diavolo potrebbe tornare totalmente operativo il punto di ristoro.

L’amministrazione penitenziaria, il Primo agosto, ha fatto recapitare a Portoferraio la relazione sugli interventi realizzati al ristorante della cooperativa San Giacomo per scongiurare la non potabilità dell’acqua. Per questo motivo da martedì scorso i turisti sono costretti a portarsi sull’isola il pranzo al sacco, mentre da ieri il locale ha riaperto provvisoriamente potendo vendere solo acqua e prodotti confezionati.

Nel documento ricevuto dall’Ufficio igiene di Portoferraio, fondamentale per consentire all’Asl di intervenire, viene presentato l’impianto di clorazione recentemente installato, che serve ad immettere cloro nell’acqua per uccidere i batteri che popolano le condutture dell’isola.

«Ci recheremo a Pianosa per le analisi nel primo giorno utile – annuncia il responsabile dell’Ufficio igiene e sanità pubblica dell’ospedale di Portoferraio, Luigi Genghi –. Se ad esempio facessimo i controlli lunedì, le provette partirebbero per Lucca (sede del laboratorio dell’Asl ndr) martedì; giovedì, massimo venerdì, ci comunicheranno i risultati e sapremo se il ristorante potrà riaprire o meno. Chiederemo al laboratorio di svolgere urgentemente questa pratica».

Per risolvere definitivamente l’emergenza idrica, l’acquedotto di Pianosa andrà probabilmente riconcepito, visto che è fuori norma da molti anni. Intanto si spera che con l’installazione dell’impianto i parametri tornino sotto la soglia di guardia. «Il problema che affligge la rete idrica dell’ex isola del Diavolo è di tipo batteriologico – spiega Genghi – e da dodici anni che lavoro all’Elba si è sempre verificata un’alternanza di ordinanze e revoche di non potabilità dell’acqua. Per tutto l’inverno – continua Genghi – i parametri hanno superato i livelli di guardia, nonostante fosse stato installato uno sterilizzatore a raggi ultravioletti. Questo accorgimento non è bastato. Nell’albergo, invece, c’è un impianto di clorazione col quale si può verificare la presenza di cloro nell’acqua e controllarne la potabilità. Per questa ragione, nelle scorse settimane, abbiamo verificato la situazione e dato l’ok alla riapertura dell’hotel».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini