Il Tirreno

Alba col Beach party per migliaia

di Paolo Federighi
Alba col Beach party per migliaia

Organizzatori soddisfatti: una festa senza problemi. Ma gli albergatori della zona protestano

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SAN VINCENZO. L’apparato di sicurezza, quest’anno, sembra aver funzionato a dovere. Dopo gli ingenti danni della scorsa edizione, gli obiettivi primari degli organizzatori del 13º Tuscany Beach party, svoltosi giovedì scorso sull’arenile della Conchiglia, sembrano essere stati raggiunti, non sono stati segnalati, infatti, problemi particolari di ordine pubblico, nonostante la presenza di migliaia di persone, e nemmeno danneggiamenti alle cose.

Fitta la rete di controlli e sorveglianza realizzati dai volontari delle associazioni organizzatrici – Free Sapiens e Piranas – dalla guardia di finanza, dalla polizia, vigili urbani e dai carabinieri locali. Circa diecimila - secondo loe stime degli organizzatori - i giovani accorsi da tutta la Toscana alla festa sulla spiaggia, che si è protratta fino alle 5 del mattino. Piuttosto numerosi, stando sempre a un primo bilancio, gli interventi eseguiti durante titta la notte dai volontari della Croce Rossa e della Misericordia per soccorrere giovani alle prese con eccessi di alcol. Le operazioni di pulizia e disinfezione delle strade da parte degli operai del Comune, iniziate subito dopo la fine della festa, si sono concluse nella mattinata di ieri.

Ma alle note positive degli organizzatori del Beach party, fa da contraltare l’intervento dell’Associazione operatori turistici San Vincenzo e Val di Cornia. «Le lamentele dei clienti – spiegano gli operatori – sono state numerosissime. Vorremmo che si riflettesse su alcuni aspetti. Si potrebbe scegliere un’altra zona per il Beach party, non urbanizzata né piena di strutture ricettive. Ogni anno, durante il Beach party, sulla spiaggia davanti alle nostre strutture e sui marciapiedi, ci troviamo con giovani che compiono atti sessuali, vomitano, urinano o altro del genere, con i clienti a lamentarsi per tali cose e per il rumore che non permette il riposo. Sarebbe il caso che il sindaco, con cui abbiamo discusso invano di questi problemi, agisse diversamente. Per noi ciò significa perdita di denaro, e siamo anche costretti a pagarci la vigilanza sulla spiaggia. Inoltre, quanti soldi pubblici si spendono per il Beach party in un periodo di grave crisi? Sarebbe il caso – concludono – che tali manifestazioni potessero autofinanziarsi, magari con gli ingressi a pagamento o gli sponsor, senza gravare sulla comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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